Gioco
«In arrivo la sanzione a don Carlo» Ma lui replica: non mi scuserò
LIVORNO. «E’ in arrivo una punizione per don Carlo Certosino, è solo questione di giorni, uno o due al massimo, per mettere a punto una lettera che gli verrà inviata direttamente». «Vorranno che io...
LIVORNO. «E’ in arrivo una punizione per don Carlo Certosino, è solo questione di giorni, uno o due al massimo, per mettere a punto una lettera che gli verrà inviata direttamente».
«Vorranno che io chieda scusa, ma sono proprio loro che dovrebbero scusarsi con me per quello che mi hanno fatto».
Non sembra destinata a placarsi la polemica tra l’attuale vescovo di San Simone, don Carlo Certosino, e la Curia vescovile, dopo la decisione di trasferire il parroco alla chiesa di Santa Caterina, in Venezia. Infatti se da una parte si annuncia che per aver polemizzato con il vescovo il consiglio episcopale sta preparando la sanzione nei confronti del sacerdote, quest’ultimo non sembra proprio intenzionato a porgere l’altra guancia, ed anzi lancia ancora accuse al vescovo, monsignor Simone Giusti, affermando di non avere colpe nella vicenda, a parte quella di aver sempre esposto con franchezza al vescovo il suo pensiero.
Dalla curia è arrivata, ieri mattina, una prima anticipazione su quanto deciso dal consiglio episcopale, che coadiuva il lavoro del vescovo, che si era riunito per affrontare la questione legata alla “ribellione” di don Carlo e la violenta contestazione inscenata sabato scorso, durante la messa, nei confronti del vicario episcopale, don Ivano Costa, che è stato insultato dai fedeli quando è andato alla parrocchia di San Simone per annunciare il cambio di parroco.
«Il caso è stato affrontato - è stato spiegato dalla diocesi - e la cosa comporterà un provvedimento disciplinare». Sulla natura di tale provvedimento, ancora non ci sono certezze assolute: sembra che si sia deciso di inviare direttamente a don Certosino una lettera in cui verrà precisata la sanzione e quello che lui dovrà fare di conseguenza. «Si stanno mettendo a punto i dettagli, secondo il diritto canonico - è stato sottolineato - in ogni caso, visto che ormai la vicenda ha preso un risvolto pubblico, altrettanto pubblica sarà la risposta del vescovo e del consiglio».
E per quanto riguarda le lettere inviate dai fedeli che chiedono di far restare don Carlo al suo posto, si sottolinea che sono state tenute di conto e che si comprendono le loro ragioni, ma che gli argomenti portati hanno un valore relativo. »In nogni caso - si sottolinea in conclusione - ci sono anche parrocchiani di diverso avviso. In ogni caso chi vorrà continuare a seguirlo lo potrà fare, visto che resta in città».
E dalla parrocchia di San Simone arrivano, a stretto giro, le parole di don Carlo, che non sembra preoccupato più di tanto della sanzione imminente: «Vorranno che chieda scusa, ma io non ho niente di cui scusarmi: non ho aizzato i fedeli, è stato invece il vescovo che ha deciso di non venire qui per comunicare che non sarei più stato il parroco di San Simone».
E il sacerdote prosegue spiegando che «non contesta il merito, ma il metodo» usato per il suo trasferimento: «Sono stato ricattato, e confermo che mi sono state fatte firmare delle dimissioni postdatate - per questo - conclude - sono stato male per più di un anno, e dopo avermi messo in una specie di limbo, mi hanno fatto passare dei giorni d’inferno. E alla fine mi hanno anche dato del bugiardo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
