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Il sindacato balneari scrive al prefetto

Il sindacato balneari scrive al prefetto

LIVORNO. «È a rischio anche l’occupazione, chiediamo di essere ascoltati con urgenza e di non modificare niente dell’assetto normativo comunale senza aver prima il tempo di intervenire». Così due...

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LIVORNO. «È a rischio anche l’occupazione, chiediamo di essere ascoltati con urgenza e di non modificare niente dell’assetto normativo comunale senza aver prima il tempo di intervenire». Così due giorni fa il caso del libero accesso al mare passando dai bagni è arrivato anche sulla scrivania del prefetto.

A chiedere l’intervento della prefettura è stato il Sib (sindacato italiano balneari), con una lettera inviata dal presidente Gianfranco Giachetti sia al prefetto Tiziana Costantino che al sindaco Filippo Nogarin.

«Il Sib Confcommercio – si legge nella lettera datata 12 maggio – è estremamente preoccupato della situazione che si sta creando intorno alla mozione dei consiglieri comunali Grillotti e Fuoti, del M5S, sull’accesso libero al mare». «Siamo ormai prossimi all’apertura della stagione estiva, che partirà il 22 maggio – spiega il presidente – e non abbiamo, a oggi, più avuto alcuna informazione circa la possibile nuova ordinanza di balneazione 2015, che vorrebbe rendere libero l’accesso al mare. Ci troviamo pertanto, come sindacato di categoria che rappresenta gli undici stabilimenti del Comune di Livorno (bagni Nettuno, Tirreno, Pancaldi Acquaviva, Fiume, Onde del Tirreno, Lido, Roma, Rex, Rogiolo, Paolieri, Cala Bianca) in grandissima difficoltà sul piano occupazionale». Il rappresentante del Sib scrive che «le nostre strutture danno lavoro a circa 300 persone direttamente, più le ditte dell’indotto» e «andare a modificare in corsa la nostra organizzazione, con una ordinanza diversa e più penalizzante per le imprese, vorrebbe dire influire in modo determinante anche sulla capacità attrattiva delle stesse per i clienti storici, con la conseguenza di perdere una buona parte dei nostri bilanci, non preventivati, con necessaria e immediata riduzione dei costi più rilevanti per l’impresa, ovvero quelli legati al personale dello stabilimento balneare».

«Per questo – conclude – chiediamo di essere ascoltati urgentemente e di non modificare niente dell’attuale assetto normativo comunale senza avere prima i tempi di intervento e pianificazione di qualsiasi modifica si voglia apportare all’attuale sistema, ormai consolidato». (j.g.)

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