Il Tirreno

Livorno

Tari, cancellata l’esenzione a 1800 famiglie livornesi

di Giulio Corsi
Tari, cancellata l’esenzione a 1800 famiglie livornesi

Livorno, prima la giunta riduce di due terzi le agevolazioni sulla tassa dei rifiuti, poi annulla anche lo stanziamento rimanente e lo gira sul contributo affitto

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LIVORNO. L’anno scorso l’amministrazione Cosimi stanziò 432.094 euro finalizzati alle agevolazioni Tari, grazie ai quali 1800 famiglie livornesi furono esentate dal pagamento della tassa sui rifiuti.

Quest’anno invece quelle 1800 famiglie saranno costrette - entro lunedì 18 maggio - a pagare, tutte quante, l’imposta, e pure per intero. Perché quel mezzo milione di euro scarso è stato spazzato via dalla giunta Nogarin, prima con un taglio del 66% applicato al bilancio 2015, poi con una decisione di giunta datata 28 aprile che ha cancellato anche il rimanente 33% della cifra (equivalente a 146.265 euro).

E così - come hanno sottolineato l’altro giorno in seconda commissione i consiglieri Mazzacca (M5s) e Amato (Fi) - quest’anno per 1800 famiglie ci sarà un bel problema in più da sbrigare, una media di 250 euro di tassa sui rifiuti.

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Un assaggio della protesta si è registrato nei giorni scorsi con gli ex lavoratori della De Tomaso arrivati in Comune sventolando i bollettini Tari da pagare, ma anche col presidio isolato di un pittore che si è presentato davanti a palazzo civico con un cartello appeso al collo in cui diceva chiaramente: “I soldi per la tassa rifiuti non ce l’ho”. E numerose sono state anche le segnalazioni arrivate al nostro giornale di livornesi sorpresi e delusi per aver ricevuto per la prima volta dopo anni di esenzione il bollettino con 200, 300 euro di Tari da saldare.

Che cosa è successo? E’ successo che la giunta Nogarin ha deciso di ridurre notevolmente lo stanziamento delle agevolazioni Tari 2015, portandolo come dicevamo dai 432.094 euro del 2014 ai 146.265 euro del 2015, una riduzione di due terzi.

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Ma la giunta pentastellata ha effettuato un altro taglio pesante - sempre in ambito sociale - sul contributo in conto affitto a carico del Comune (che va ad integrare il contributo regionale), passato dai 332.835 euro del 2014 ai 196.466 euro previsti quest’anno (meno 40% abbondante).

Davanti a questo quadro l’assessore al sociale Dhimgjini ha proposto alla giunta di concentrare i due mini-stanziamenti rimasti su un un’unica partita. In particolare ha proposto di utilizzare i 146.265 euro residui per le agevolazioni Tari a sostegno del contributo per l’affitto - il cui bando è stato già avviato - finendo così per raggiungere i livelli dell’anno scorso, anzi, per essere precisi, per incrementare la cifra di 10mila euro rispetto al 2014.

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Cambiando l’ordine degli addendi tuttavia il risultato non cambia e all’appello delle politiche sociali mancheranno lo stesso 422mila euro, cancellati dai tagli al bilancio. Con le esenzioni Tari che resteranno un ricordo. A meno che la giunta - sollecitata da Mazzacca e Amato - non ci ripensi e faccia uscire dal cilindro della cassa quei soldi. A discapito di cosa?

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