Il Tirreno

Livorno

Rossi a Nogarin: un milione sul porto poteva metterlo

di Mauro Donateo
Rossi a Nogarin: un milione sul porto poteva metterlo

Il governatore stamani in visita a People Care: «Fiducioso sul call center» E manda messaggi ai portuali: «Serve più efficienza, basta navi ferme in rada»

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LIVORNO. «Con i 250 milioni di investimenti che abbiamo messo a disposizione, adesso siamo il più grande azionista del porto». Lo dice con una battuta il presidente Enrico Rossi, durante l’incontro con i giovani del Pd al Parco del Mulino, mentre annuncia che stamani parteciperà al Comitato Portuale. Prima, però, farà visita al call center People Care di Guasticce per incontrare i lavoratori. «Nel pomeriggio – continua il governatore - firmerò con il ministro Delrio l’impegno sulla Tirrenica».

IL PORTO. Uno degli argomenti più discussi durante l’incontro è quello portuale. Per il governatore «Livorno vive di porto, dopo un periodo di stagnazione speriamo di essere riusciti a farlo ripartire». I riferimenti sono all’Accordo di Programma firmato di recente con il governo. Ma non sono mancate delle frecciatine anche a Nogarin: «Con tutto il rispetto per il suo sindaco, il Comune però non ci ha messo nemmeno un euro. Magari un milione da mettere lo poteva anche trovare».

Sotto le critiche finisce anche chi lavora dentro il porto. Per Rossi, infatti, «siamo riusciti a perdere contenitori per Spezia, e ce ne vuole, e anche qualche crociera», e il motivo è brutalmente spiegato così: «Non si possono vedere le navi ferme in rada in attesa dello scarico, occorre migliorare l’efficienza, scusate se sono così diretto».

PEOPLE CARE. Tra i vari interventi anche quello di una lavoratrice di People Care, che dopo aver ripercorso tutta la vicenda del call center ha domandato a Rossi se ci sono ulteriori sviluppi sulle trattative e certezze per gli eventuali sussidi di disoccupazione. «Io non sono così pessimista – afferma il presidente della Regione - anzi sono fiducioso sul lavoro che stiamo portando avanti: occorre rendere appetibile People Care per gli imprenditori che verranno». Anche sull’eventuale assegno di disoccupazione, «Simoncini si sta muovendo molto, non ci saranno vuoti». In ogni caso, Rossi si è detto favorevole al reddito di cittadinanza per i disoccupati.

GIOVANI E LAVORO. Diverse anche le domande sul progetto Giovanisì portato avanti dalla Regione. Se dovesse esserci una riconferma alle regionali dell’attuale governo, « il progetto verrà rafforzato». «Con questo programma però – sottolinea il governatore - non abbiamo mai detto che diamo un lavoro. Ma è un modo per fare esperienza e introdursi in un contesto lavorativo». Anche qui non mancano critiche «verso chi ha 27 anni e non è mai stato in un’azienda, in altri Paesi fa parte della formazione obbligatoria». Qualche giovane fa notare che spesso i tirocini sono dequalificanti, ma anche su questo Rossi non le manda a dire: «Qualcuno non rispetta la legge regionale, è vero, però bisogna dire che da qualcosa bisogna iniziare: a volte – afferma in tono polemico- chi si lamenta che in azienda deve portare il caffè, poi magari va a fare il cameriere a Londra senza battere ciglio».

«LIVORNO CE LA PUÒ FARE». Ottimismo, quindi, e voglia di fare sembrano essere le ricette che il governatore vuole per la nostra città. Soprattutto «dopo gli sforzi che ha fatto la Regione, una cosa mai vista finora». Per Rossi, «Livorno deve scommettere sui giovani, ci sono tante vivacità culturali da sfruttare» e invita anche a puntare su ricerca e innovazione, parlando dell’eventuale polo tecnologico sul modello di Navacchio, che potrebbe nascere nelle aree industriali dismesse del territorio.

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