Gioco
«Il tasso zero sulle spalle nostre»
Cna attacca il presidente Iacomelli: irrispettoso elogiare Angelo Rosi
LIVORNO. «Un mese fa abbiamo inviato una richiesta di incontro urgente al presidente di Aamps Aldo Iacomelli, per capire cosa le aziende dell'indotto dovessero attendersi dalla municipalizzata nei prossimi mesi: niente, nessuna risposta». Sono infuriate le aziende affiliate alla Cna, che hanno rapporti con Aamps.
Prima di tutto non hanno gradito l’elogio di Angelo Rosi fatto dal nuovo presidente della municipalizzata, il quale - va detto - ha elogiato il lavoro di Rosi (e l’ha specificato) parlando dal punto di vista aziendale, dei conti di Aamps.
Dal punto di vista delle aziende però le parole di Iacomelli sono «quantomeno irrispettose nei confronti delle tante aziende creditrici che diedero il proprio assenso al salvataggio di Aamps, alle quali non è andato nemmeno un doveroso grazie», dice Dario Talini, coordinatore sindacale di Cna. «Angelo Rosi - continua Talini - appare adesso come il salvatore della Patria, con il merito di aver ottenuto un pagamento a tasso zero di un debito che avrebbe portato Aamps al fallimento. Niente viene detto sul fatto che quelle stesse aziende che accordarono il dilazionamento, adesso si stanno sobbarcando non solo gli interessi delle cifre di allora, ma stanno accumulando nuovamente crediti su crediti per la morosità di Aamps sui lavori correnti che dovevano essere invece saldati a 30 giorni. L'accordo di Rosi è stato quindi mantenuto unicamente nella parte che ha fatto comodo ad Aamps. Tutto ciò nonostante la Tari per le imprese in generale sia schizzata nel 2015 alle stelle».
Ed eccoci alla questione debiti (di Aamps) e crediti (dei fornitori). «Ad oggi, da quanto ci risulta - afferma Talini - è stata saldata da Aamps la rata di marzo della moratoria sul pregresso, ma per quanto riguarda il corrente scaduto la situazione è a macchia di leopardo, cosa che innervosisce ancor di più le imprese creditrici: in sostanza qualche fornitore è fermo ancora alla scaduto di settembre, qualcuno ad ottobre, qualcuno sembra che riscuoterà novembre. Insomma, una gestione assolutamente disomogenea della quale noi e le imprese vorremmo chiarire i criteri e gli sviluppi a breve».
«La situazione dei pagamenti ai fornitori - aggiunge Talini - è ancora molto preoccupante, sia nell'entità, sia nelle modalità con cui l'azienda sta gestendo la situazione. Il tutto sempre nell'assoluto silenzio ufficiale nei confronti delle imprese da parte del Comune, unico azionista, e della stessa Aamps: ci dicano con chiarezza quando intendono mettersi in pari con le aziende dell'indotto».
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