Il Tirreno

Livorno

Guerra sindacati-Zavanella Indetto un nuovo sciopero

Guerra sindacati-Zavanella Indetto un nuovo sciopero

Filt, Fit e Faisa replicano al presidente: «Inaccettabile attacco ai lavoratori per coprire ben altre responsabilità». Uiltrasporti: «Tutti i dirigenti si dimettano»

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LIVORNO. «È inaccettabile l'attacco ai lavoratori da parte del presidente Zavanella, che ha pubblicamente accusato il personale del Ctt Nord di sabotare volontariamente l'azienda». E ancora: «La sua intervista, che insinua una cospirazione machiavellica dei dipendenti, ci sembra un disperato intervento per coprire le lacune organizzative che non possono essere causate dalla negligenza dei dipendenti». È scontro aperto tra i sindacati e i vertici del Ctt dopo le dichiarazioni rilasciate ieri al Tirreno dal presidente Andrea Zavanella. Tanto che ieri mattina, in una nota congiunta, le segreterie di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal hanno annunciato un nuovo sciopero per il 25 maggio. Mentre la Uiltrasporti è arrivata a chiedere le dimissioni di tutto il gruppo dirigente.

«C'è qualcosa che non torna – aveva dichiarato al Tirreno Zavanella annunciando un'indagine interna – è inspiegabile che da quando abbiamo incrementato il servizio, acquistando 20 bus, la qualità del trasporto sia diminuita». E ancora: «I mezzi si rompono in continuazione e i guasti vengono segnalati all'ultimo momento. Il sospetto è che ci sia una rappresaglia in corso, legata alle tensioni interne». Parole dure, alle quali hanno fatto seguito reazioni altrettanto dure.

«Prima di accusare i lavoratori di danneggiare dolosamente l'azienda – scrivono dalle segreterie – il presidente avrebbe dovuto attendere l'esito dell'indagine predisposta, anche se ci sembra solo l'ennesimo tentativo di gettare fumo negli occhi ai cittadini, per non assumersi le proprie responsabilità, gettando discredito sul personale. Cambiano i presidenti ma lo sport di attaccare i lavoratori per sviare dalle enormi lacune organizzative aziendali resta…».

«Se il presidente è al corrente di azioni di "sabotaggio" – scrivono i sindacati – che intervenga presso gli organi competenti invece di fare sciacallaggio mediatico, e si adoperi affinché i lavoratori siano messi in condizione di svolgere il proprio lavoro».

Nel merito, dalle segreterie scrivono che «la politica delle esternalizzazioni di molte lavorazioni, del risparmio sui pezzi di ricambio e della riduzione del personale di officina sta “dando i propri frutti”, dimostrandosi inadeguata» e «anche il recente acquisto di mezzi ha tamponato solo parzialmente i problemi», «non ci resta che chiedere ancora che l'immissione di nuovi mezzi sia affiancata da una adeguata politica manutentiva». Forse, concludono i sindacati, «il presidente non si è accorto che il 29 aprile c'è stato uno sciopero a Livorno, Pisa, Lucca e Massa proprio sullo stato dei mezzi e sulla difficoltà nel reperire i pezzi di ricambio». Così, «vista la sua disattenzione, abbiamo proclamato un nuovo sciopero di 4 ore per il 25 maggio».

Il clima che si respirava ieri in azienda, tra ispezioni e scontri interni, lo raccontano anche le parole messe nere su bianco da Massimiliano Massai per la Rsa Uiltrasporti: «Siamo convinti anche noi che ci sia qualcosa che non torna. Non ci è mai tornato, per cominciare, che il servizio di trasporto sia stato affidato a mani tanto improvvide, e lo diciamo da sempre». I toni salgono: «Non ci torna neanche – si rivolgono a Zavanella – che lei rivolga le sue attenzioni, e conseguenti indagini interne, verso i lavoratori, malgrado l'ormai comprovata inadeguatezza del gruppo dirigente. Chiederemo piuttosto ai comuni e alle province, oltre che alla magistratura, di fare luce sulle reali motivazioni di tanti e tali disservizi, e verificheremo che le corse non effettuate non vengano comunque retribuite da parte degli enti concedenti, poiché si tratterebbe di un uso improprio di fondi pubblici».

Dalla Uiltrasporti parlano di «performance dirigenziali che ricordano i dilettanti allo sbaraglio». Ripetono che «i conducenti sono tenuti a segnalare prontamente guasti e anomalie a tutela del servizio e della sicurezza degli utenti» e che «gli addetti alla manutenzione lavorano con estrema difficoltà a causa del clamoroso sotto organico e della difficoltà nel reperire parti di ricambio per i forti ritardi nei pagamenti dei fornitori». «Malgrado gli anni passino e i dirigenti cambino – va all’attacco Massai – si continua a ricorrere al vecchio trucchetto di mettere in contrapposizione lavoratori e utenti». E chiude così, rivolgendosi al presidente: «Se domattina non tornasse ci farebbe un favore immenso». Anche più esplicito Mirko Betti, sempre della Uiltrasporti: «Il presidente e il gruppo dirigente si dimettano».

(j.g.)

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