Il Tirreno

Livorno

Scoperto in una botola sotto il sedile del furgone

Scoperto in una botola sotto il sedile del furgone

Cercava di entrare clandestinamente in Italia dopo il viaggio sulla motonave Ikarus che collega il porto di Tangeri con Livorno. Arrestati i due marocchini alla guida

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LLIVORNO. Un clandestino nascosto in un’intercapedine di meno di un metro quadro, sotto ai sedili di un furgone. Per questo due marocchini sono stati arrestati dalla polizia marittima. In manette sono finiti Said Lahlali 42 anni, e Abdelkabir El Mazini, 36. Il giovane nascosto nella botola è stato affidato al comando nave per il rimpatrio immediato in Marocco.

I due arrestati erano sulla motonave Ikarus Palace, oggetto di continui controlli per la presenza a bordo di merce irregolare e talvolta di persone senza documenti. In questo caso, ieri, quando la nave è arrivata in porto in città da Tangeri, dopo giorni di navigazione, nel mirino sono finiti i due uomini che erano sul furgone. Il mezzo ha richiamato l’attenzione dei poliziotti per la presenza di un buco sulla portiera, visibile dall'esterno. Allora è scattato un controllo, che ha permesso agli agenti, guidati dal comandante Ilario Sartori, di accertare che sotto i sedili era stata creata una specie di intercapedine, da dove è spuntato l’uomo, un giovane di circa 20 anni. Il buco alla portiera, lato passeggero, era stato fatto per farlo respirare.Il vano, fori a parte, era del tutto chiuso. E il giovane marocchino era completamente rannicchiato e incastrato sotto i sedili. Il giovane, privo di documenti, secondo la polizia voleva entrare in Italia evitando i controlli della polizia di frontiera. Secondo i poliziotti, inoltre, il ragazzo era stato nascosto nella botola solo poco prima dell’arrivo della nave nel porto di Livorno, al contrario di quello che lo stesso ventenne ha dichiarato.

Da ulteriori accertamenti della polmare è venuto fuori che i due marocchini, regolari in Italia e che abitano in provincia di Salerno, tornavano dopo un viaggio in Marocco. A quel punto, nei confronti dei due sono scattate le manette con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’arresto é stato convalidato dalla magistratura, che ha disposto nei confronti di entrambi la misura cautelare dell’obbligo di dimora nella provincia di residenza, in attesa del processo. Nel furgone inoltre è stato trovato dalla polizia un permesso di soggiorno apparentemente compilato con generalità di una persona, residente a Brescia, che però è risultata inesistente. Infatti la questura di Brescia non ha mai rilasciato quel genere di documento e il nome scritto sul permesso di soggiorno è falso. Anche per questo il proprietario del furgone è stato denunciato all’autorità giudiziaria.Un caso che ricorda l'episodio del bimbo di 8 anni della Costa d'Avorio trovato giovedì scorso in un trolley alla frontiera di Ceuta.

I controlli a bordo di Ikarus vengono svolti dalla polmare, in collaborazione con la Finanza, con l’ausilio di recenti dotazioni tecnologiche ed informatiche fornite dalla Direzione centrale dell’immigrazione. Si tratta di un sistema che, collegato alle banche dati di area Schengen, consente, in tempo reale, di avere la situazione aggiornata sull’ammissibilità delle persone in ambito europeo, in base ai documenti a disposizione e alle diverse posizioni delle persone.

Lara Loreti

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di Redazione web