Gioco
Inchiesta della Procura sulla gestione delle piscine comunali
Colpo di scena: aperto un fascicolo sul comportamento di Officina dello Sport.L’indagine per il momento è ancora contro ignoti: via agli accertamenti
LIVORNO. La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta per verificare la regolarità dei profili di gestione delle piscine comunali da parte di Officina dello Sport, la società a responsabilità limitata che nel 2010 ha vinto la gara di appalto pubblico per i tre impianti di proprietà del Comune: le piscine Camalich-Neri di via Allende e la struttura della Bastia, in via Mastacchi. A dare il via all’indagine un esposto firmato una decina di giorni fa da sei lavoratori e consegnato ai carabinieri. Per il momento - come conferma anche il procuratore capo Francesco De Leo - si tratta di un’inchiesta su «tutti i profili di gestione delle strutture».Il che significa, verosimilmente, sia sull’aspetto occupazionale che su quello degli interventi di ristrutturazione eseguiti sugli impianti e costati 4,2 milioni di euro, tre dei quali finanziati e già erogati dalle casse comunali. In particolare, la verifica più importante che dovranno effettuare i carabinieri del nucleo investigativo, riguarda «la discrepanza tra gli interventi previsti e quello che è stato effettivamente realizzato», rispetto ovviamente all’investimento finanziato.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11406122:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/05/12/news/l-ex-assessore-allo-sport-per-un-anno-pagato-da-officina-1.11406122]]
La notizia dell’apertura dell’indagine arriva all’indomani del nostro viaggio fotografico all’interno della piscina Camalich-Neri dove, rispetto al capitolato, abbiamo trovato delle possibili incongruenze. In particolare nella rubinetteria e nello stato di alcuni bagni, per quel che riguarda le condizioni in cui versano diverse pareti, alcuni delle quali già attaccate della muffa, oppure alla reinstallazione di un vecchio tornello arrugginito e di alcuni attaccapanni, oppure sulla qualità del muretto a bordo vasca o alla mancata sostituzione di tutte le vetrate. A questi presunte difformità strutturali, vanno aggiunte le lamentele degli utenti, che dal momento della riapertura degli impianti di via dei Pensieri segnalano, ad esempio, i problemi alle docce che spesso sarebbero fredde e la qualità delle biciclette con cui si effettuano i corsi, oltre ad un impianto stereo a dir poco scarsamente efficienti.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11393717:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/05/10/news/inchiesta-4-milioni-di-euro-nell-acqua-viaggio-choc-nei-lavori-alle-piscine-1.11393717]]
Alle nostre segnalazioni ha già risposto Roberto Fedeli, presidente del cda di Officina. «Il capitolato - ha ripetuto al giornale - è stato rispettato al 100%». E ancora: «Se qualcuno lo vuole contestare il nostro operato ce lo dimostri. Noi siamo tranquilli: c'è un responsabile dei lavori nominato da noi, un responsabile della procedura e i tecnici del Comune che fanno i controlli». A lasciare stupiti è anche un altro aspetto della vicenda, quella che riguarda l’aumento esponenziale dei costi del lavori tra quanto stabilito dal Comune nel 2010, prima dell’affidamento della gestione: appena 123.000 euro, rispetto al costo finale di 4,2 milioni. L'enorme differenza di costi si spiega con il fatto che, nel corso di alcuni sopralluoghi effettuati in un secondo momento dall'Asl, erano emerse gravi carenze strutturali che non erano state rilevate in precedenza.
«I lavori fatti nell'estate 2014 - spiegava Marcella Previti, la dipendente che ha firmato il sopralluogo del Comune - sono stati effettuati dal Comune perché riguardavano carenze strutturali che al momento della convenzione, nel 2010, non erano stati rilevati dall'amministrazione né dal gestore». Per il momento il fascicolo d’inchiesta è stato affidato al pubblico ministero Gianfranco Petralia. E ad oggi si tratta di un cosiddetto modello 45, il che significa un’indagine che si riferisce ad atti relativi e soprattutto dove non ci sono persone indagate. Il dibattito sulla gestione delle piscine, tra l’altro, è già arrivato più volte in consiglio comunale, soprattutto all’indomani del licenziamento di sei dipendenti, tre dei quali riassunti. Una situazione di tensione che sta facendo riflettere l’amministrazione a 5 Stelle sull’opportunità di revocare addirittura la convenzione ad Officina, che scade nel 2027.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
