Gioco
People Care, si tratta per una commessa come call center di Eni
Livorno, la Regione potrebbe alzare i volumi di lavoro a Guasticce per sopperire al taglio di Seat, ma servirebbe un cliente grosso
LIVORNO. Mentre il Mise e palazzo Chigi hanno in qualche “bloccato” la disponibilità di Seat a rimanere a Guasticce, come elemento chiave nella ricerca di un nuovo proprietario del call center, si lavora sotto traccia sia a livello nazionale che a livello regionale per attirare altre commesse, che possano rendere più appetibile l’acquisto di People Care e allo stesso tempo rendere sostenibile per la società che dovesse subentrare, il costo dei 350 lavoratori.
Ci sono possibilità? La rete dei contatti è fittissima, nonostante sia dalla Regione che dal governo si faccia la massima attenzione a che non trapeli niente. Uno, per non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato e non illudere i 350 lavoratori livornesi (che dal primo giugno, lo ricordiamo, saranno licenziati). Due, per evitare che People Care, davanti ad eventuale nuovo lavoro in arrivo (magari pure di qualità), possa in qualche modo ripensarci o alzare la posta di fronte a concorrenti che fossero interessati a subentrare.
Quali nuove commesse potrebbero arrivare? Bisogna ripartire dalla famosa dichiarazione del governatore Rossi, che a Guasticce parlò di commesse pubbliche. Queste potrebbero essere legate alla sanità (tipo Cuptel), ma anche ad altre attività di competenza strettamente regionale (tipo le autorizzazioni per la caccia).
A quanto sembra però le commesse “regionali” potrebbero essere marginali a livello di volumi, seppur fondamentali per sopperire al lavoro che comunque sarà ridotto da parte di Seat che ha già annunciato la conferma del 1240 ma un taglio dell’892424 e un calo del lavoro che si aggirerà sul 30%.
Per convincere un nuovo operatore a venire a Guasticce e accollarsi 350 lavoratori dunque potrebbe servire qualcosa di più di volumi simili a quelli attuali (tra Seat e commessa regionale). Ed è a questo che si sta lavorando a Roma, dove il contatto più avviato è quello con Eni. La trattativa è ancora lunga, ma il tentativo di portare un “pezzetto” del call center di Eni a Guasticce è in corso e andrebbe avanti da alcune settimane. Il colosso dell’energia d’altra parte ha di recente stretto ulteriormente il legame col territorio livornese. Non solo confermando l’apertura della raffineria e dando disponibilità a differenziare la sua presenza sul territorio, ma anche acquistando (appena un anno fa) AsaTrade e soprattutto acquisendo i suoi 80mila utenti.
Non è detto - qualora la trattativa arrivasse in fondo - che la commessa di Eni sia immediata. Così come l’eventuale commessa di carattere regionale. Anzi è probabile che non sia così. E allora? I tempi che porteranno alla chiusura di People Care sono stretti, strettissimi. Tra le ipotesi non è escluso che venga superata la data del 31 maggio senza ulteriori novità e che a giugno, magari, una nuova società, ereditando la commessa di Seat e approfittando degli incentivi regionali, assuma gli ex lavoratori People Care e faccia ripartire il call center, con la garanzia (a quel punto definita) di nuove commesse.
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