Il Tirreno

Livorno

M5S: Tari più cara per salvare l’Aamps dal fallimento

M5S:  Tari più cara per salvare l’Aamps dal fallimento

La spiegazione del Meet Up Cinque Stelle: nel costo del servizio abbiamo dovuto inserire una parte dei crediti vecchi non riscossi e l’importo è ricaduto sui contribuenti

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LIVORNO. «Tutta la verità su Aamps e sulla Tari livornese». Si intitola così l’articolo comparso sul blog del Meet Up Movimento 5 Stelle Livorno, che fa il punto sulla situazione economica dell’azienda e sul rincaro della tassa. Il Meet Up M5S inizia facendo un passo indietro e tornando al 2014. Più precisamente alla conclusione del mandato della giunta Cosimi. « I revisori dei conti - si legge - sentenziarono alla vecchia giunta Cosimi Pd, che l’azienda Aamps era “tecnicamente fallita”. Nonostante questa segnalazione, il Pd approvò in modo scellerato il bilancio di Aamps a pochi giorni dalle elezioni comunali poi vinte dal M5s. La situazione ereditata è tutt’ora molto grave, al limite della continuità aziendale e capite bene cosa significherebbe il fallimento di Aamps».

E proprio l’aumento della Tari, a giudizio del Meet Up, avrebbe salvato l’azienda. «Il Comune adesso gestisce direttamente la riscossione del credito - prosegue l’aticolo - e sta adottando anche delle misure per il recupero del non pagato, specialmente per i cosiddetti grandi evasori/elusori, tenendo altresì conto delle famiglie e le attività che realmente non ce la fanno a pagare. Di fatto nel costo del servizio abbiamo dovuto inserire parte dei crediti vecchi non riscossi, esattamente per un importo di 4,2 milioni di euro (Iva inclusa) per evitare il fallimento di Aamps. Questo importo è ricaduto in percentuali uguali fra utenze domestiche e non domestiche. Cancelleremo il disegno tracciato dal Pd di privatizzare l’azienda (menomale erano di sinistra). Noi vogliamo una azienda pubblica!»

A proposito dei rincari della tassa, il Meet Up sottolinea che «stiamo facendo il possibile perché i cittadini paghino solo e solamente per quello che producono. Il governo Renzi ha attuato alla fine del 2014 tagli trasversali agli enti locali per 8 miliardi di euro. Sul bilancio del Comune di Livorno hanno inciso per 31 milioni di euro. Da sottolineare anche il riallineamento del bilancio consuntivo 2013 per 35 milioni di euro di crediti vincolati, segnalati dalla Corte dei Conti ed “erroneamente” consolidati nel bilancio 2013 dalla passata amministrazione. La stesura corretta, rilevata dopo la correzione dall’assessore al bilancio della giunta pentastella, è un disavanzo di 9,7 milioni di euro. Gli aumenti attuali sono relativi alla manovra di approvazione del bilancio previsionale 2014 per 6,5 milioni di euro che ha origine dai tagli del governo centrale di cui sopra».

Il Meet Up aggiunge che «non viene detto dal main stream circa gli aumenti del 40% della Tari nel Comune di Rosignano applicati dal sindaco PD Franchi, ma lo diciamo noi per inciso». Questa cosa, per la verità, almeno il Tirreno l’ha detta e scritta un po’ prima: dal 16 gennaio scorso (“Tassa rifiuti alle stelle, rivolta in consiglio a Rosignano” il titolo del servizio) sono infatti seguiti vari articoli sull’argomento.

Il post del Meet Up si conclude con una serie di numeri dell’azienda: «Finiamo con il dire che l’ammontare dei crediti sono pari a 30 milioni di euro, una somma non derivante dal contratto di servizio: quindi non sono soldi del Comune ma crediti da riscuotere di Aamps che ha in bilancio. Inoltre 7,4 milioni di euro della moratoria Rosi, debiti verso i fornitori, mutui per 20 milioni di euro contratti con Bnl e Mps (naturalmente) per arrivare ad un totale debitorio di Aamps attorno ai 60 milioni di euro totali».

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