Il Tirreno

Livorno

Piscina chiusa, l’assessore non può nuotare e si sfoga su Facebook

Giorgio Carlini
Piscina chiusa, l’assessore non può nuotare e si sfoga su Facebook

Livorno, Francesca Martini sabato 9 maggio è andata in via dei Pensieri ma c’erano le gare: “nessuno ha avvisato, potevano scriverlo sul sito”

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LIVORNO. «Appena tornata a casa dopo un tentativo fallito di andare a nuotare alla piscina di via dei Pensieri, chiusa per gare». Lo sfogo che corre su Facebook sabato pomeriggio non è di un "utente qualsiasi" delle piscine comunali, bensì dell'assessore al lavoro Francesca Martini. Lo stesso assessore che, insieme a Nicola Perullo, si sta occupando da mesi della questione Officina dello Sport, del caso dei sei licenziamenti disposti dalla società e, più in generale, dei rapporti tra la realtà che gestisce le piscine e il Comune.

Ieri l'assessore si è recata presso la Camalich-Neri per godersi una nuotata in piscina, ma una volta raggiunto il complesso ha scoperto che l'impianto era riservato ad alcune competizioni sportive. Poco dopo ha affidato al social network il suo disappunto, specie per quanto riguarda la mancanza di informazioni sull'impossibilità di usufruire della piscina.

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«Non potevate scriverlo sul sito?», è la domanda di Martini rivolta alla società. «La risposta? - rivela - Su Internet non lo abbiamo scritto, ma abbiamo messo i cartelli in piscina. Ma è possibile?». Su Facebook basta peraltro leggere i commenti sulla pagina di Officina dello Sport per "ricostruire" il malcontento degli utenti per i disagi riscontrati negli ultimi mesi.

Alessandra Sessa, ad esempio, è una delle tante persone che si lamenta per l'impossibilità di raggiungere telefonicamente gli uffici di via Allende per ottenere informazioni. Antonella Tenerani, il 16 gennaio, scriveva: «Speriamo che almeno da stasera lo spogliatoio di via Allende sia pulito, perché da quando avete chiuso l'accesso a quello di via dei Pensieri dalle 18.30 non c'è stato ancora modo di vederlo in condizioni almeno decenti, nonostante le ripetute proteste».

Pochi giorni dopo, Francesco Bartuccio raccontava: «Spogliatoio uomini della Bastia: stanza delle docce sporca, resti di fili di rame, nastro adesivo e carta gettati a terra. Su sei docce, solo una funzionante». Il 26 febbraio Gaetano Mastrorilli spiegava: «I locali della piscina continuano a essere freddi. L'acqua è troppo fredda, appena fuori dall'acqua si gela e qualcuno si è preso una bronchite».

 

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