Gioco
Disabili lasciati a piedi sotto al santuario
Bus dell’Unitalsi ha il permesso dei vigili, ma viene bloccato dai carabinieri. L’Arma: «C’era un guasto»
LIVORNO. Undici disabili in carrozzella, più altre 40 persone tra accompagnatori e volontari, sotto al sole, senza una tettoia né una fontanella, sul piazzale di Montenero, bloccati e lasciati a piedi, senza poter salire fino al santuario. Un bus di disabili dell’Unitalsi di Pescia, ieri mattina è stato fermato da una pattuglia al piazzale di Montenero, dove si trova il parcheggio, nonostante avesse l’autorizzazione della polizia municipale ad accedere fino al santuario, vista la presenza di persone che non possono camminare. Quando era quasi a destinazione, il conducente del mezzo s’è trovato la strada sbarrata dai carabinieri e, pur avendo mostrato loro il foglio dell’autorizzazione, non ha ottenuto il permesso a proseguire: non c’è stato niente da fare. Lo racconta Leda Galiero, un’accompagnatrice del gruppo, che si è occupata personalmente dell’organizzazione della gita e quindi delle autorizzazioni:«Siamo rimasti fermi nel piazzale al sole, con undici persone in carrozzina, davanti a una salita scoraggiante: siamo rimasti molto male, senza parole».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11399478:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11399478:1652028351/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Un pellegrinaggio che si è trasformato in un incubo. Il bus dell'Unitalsi di Pescia è arrivato a Montenero alle 10. Una gita progettata nei dettagli dall’associazione di beneficenza. «Mi sono occupata personalmente di tutto - dice Leda Galiero - Io stessa ho preso in contatti con la polizia municipale, che, vista la situazione, ci ha concesso il permesso ad arrivare in pullman fino alla chiesa. Poi ho preso accordi con il santuario, fissando la visita alle 10.30, in modo da poter assistere alla messa successiva delle 11.30». E invece il gruppo di Pescia si è ritrovato nel piazzale lungo la Panoramica, senza un bagno né una tettoia per ripararsi dal sole, e senza la possibilità di rinfrescarsi con un po’ d’acqua.
«Solo dopo tanto tempo sono arrivati due pulmini della Misericordia che hanno dovuto fare più volte avanti e indietro. Ma molti dei disabili abbiamo dovuti spingerli noi con la carrozzina in salita - denuncia l’accompagnatrice - Siamo rimasti molto male: ci avevano detto che era tutto a posto, invece la nostra giornata di svago al santuario si è trasformata in un disagio».
Resta da chiarire perché il bus sia stato fermato. «È una cosa inspiegabile - dicono dal gruppo - Ci hanno detto che c’era un pino che impediva il passaggio». Dal canto loro, i carabinieri sostengono che il bus si sia fermato per un guasto e che poi gli stessi militari si siano prodigati per aiutare i disabili a salire. Resta il fatto che un gruppo, arrivato in città da fuori, ha vissuto ore di profondo disagio. A rifocillare i pellegrini ci ha pensato Michela Loretti, titolare del ristorante la Vela, dove il gruppo di Pescia ha mangiato. Il pranzo era fissato alle 13, ma loro sono arrivati esausti, alle 14 passate. «Erano molto delusi dalla brutta esperienza», dice la ristoratrice. Il viaggio dell’Unitalsi è ripreso dopo un abbondante pranzo, che ha in parte ripagato i disagi della mattinata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
