Italia
Sulla città 732 milioni di euro
I grandi obiettivi: Darsena Europa, ferrovia in porto e agevolazioni per chi investe
LIVORNO. Dal punto di vista politico è la vittoria di Enrico Rossi. Ma a respirare (e sperare) è il territorio di Livorno, il porto in particolare e l’entroterra colligiano. In appena cinque mesi il governatore è riuscito a far piovere sulla città 542 milioni di euro di risorse pubbliche, la maggiorparte dei quali (309) usciti dalle casse della Regione, coinvolgendo e convincendo del progetto-rilancio l’Autorità Portuale (che metterà 200 milioni nella partita) e il governo, attraverso tre ministeri (infrastrutture, sviluppo economico e ambiente) e soprattutto la presidenza del consiglio (50 milioni).
A quei soldi vanno aggiunti 150 milioni di euro che saranno stanziati dai privati nell’ambito degli investimenti sul porto e altri 40 milioni già stanziati da Regione e Rfi per collegare Darsena Toscana e ferrovia tirrenica.
Il totale fa 732 milioni di euro, l’investimento più grosso mai fatto nella storia di Livorno. Serviranno per realizzare, entro quattro anni, la nuova Darsena Europa, collegare direttamente sia il porto che l’interporto con la rete ferroviaria nazionale, ma anche per riqualificare l'area produttiva che si estende fino a Rosignano e a Collesalvetti con l’obiettivo di attirare - attraverso incentivi - nuovi imprenditori.
450 milioni per la Darsena Europa. Il futuro del porto passa da lì, dall’ampliamento del nostro scalo, per permettere l’attracco della nuova generazione di super porta-container. Se non arrivasse la Darsena Europa con la sua banchina da un chilometro e i fondali a meno 16, Livorno sarebbe tagliata fuori dal mercato dei contenitori e diventerebbe un porto di serie B. Servono 650 milioni, per costruirla ed è per questo che il progetto a lungo è sembrato un sogno e Livorno è rimasta davanti al bivio a sfogliare la margherita e a interrogarsi tra il “voglio” e il “posso”. Lo scorso anno però la Regione ha deciso che andava presa la strada dello sviluppo e ha messo la freccia, stendendo sul tavolo i primi 200 milioni (attraverso un mutuo che la impegnerà per 12,5 milioni l'anno nel ventennio 2016-2035 e che alla fine comporterà un esborso di 250 milioni di euro). E’ stato un domino: altri 200 milioni li metterà l'Autorità portuale di Livorno e 50 saranno stanziati dalla presidenza del Consiglio dei ministri. I mancanti arriveranno dai privati attraverso un project financing.
14 milioni per collegare porto e interporto. Scavalco. E’ una parola di cui si parla dal 2001: l’obiettivo è collegare davvero e non per finta le banchine con l’interporto di Guasticce. Il problema però è un ponte (sopra la ferrovia Livorno-Pisa) che non c’è più e per colpa del quale i treni devono passare dalla stazione di Calambrone, fare manovre e contromanovre e impiegare due ore per percorrere appena tre chilometri. Con la scavalco tutto questo non servirebbe: il nuovo raccordo lungo appena 1200 metri, unirà il binario proveniente dall'interporto - che oggi passando a fianco della Fipili e poi lungo il perimetro dei depositi costieri, arriva alla stazione di Calambrone - direttamente col binario che va fin sulle banchine. Il nuovo tracciato scavalcherà il passaggio del Calambrone, saltando la linea Tirrenica grazie al recupero di un ponte ferro-tramviario in disuso che già scavalca la Livorno-Pisa. Servivano 14 milioni: 9 saranno a carico della Regione Toscana e 2,5 ciascuno arriveranno dal Ministero dei trasporti e da Rete ferroviaria italiana.
Dal porto alla Tirrenica. Oggi un treno - già composto in banchina - che parte dalla Darsena Toscana impiega 45 minuti solo per arrivare a Calambrone viaggiando ad una velocità di 7 chilometri orari. A Calambrone poi deve fare una serie di manovre per poter ripartire lungo la Tirrenica. Per evitare questo rallenty alle merci (e il dispendio di tempi e costi) l’anno scorso sono partiti i lavori della direttissima banchine-tirrenica. Costo 40 milioni (33 di parte regionale e 7 di Rete ferroviaria italiana) già finanziati che vanno inseriti di diritto nel piano di rilancio (seppur fuori dall’accordo firmato ieri).
30 milioni fuori dal porto. Alla riqualificazione produttiva dell'area livornese è destinato un pacchetto di 29,95 milioni di euro. 15 milioni arriveranno dalla Regione Toscana e 11 dal ministero dello sviluppo economico. Completerà il quadro la bonifica delle aree Sin (i famigerati sito di interesse nazionale, che prevedono bonifiche più complesse) alla quale sono destinati 1,8 milioni di euro che arrivano dal ministero dell'ambiente.
Oltre agli interventi economici diretti sono previste una serie di facilitazioni che comprendono la disponibilità da parte della Regione Toscana a praticare nel 2015 una riduzione dell'1,5% dell'importo dell'Irap (l'imposta regionale sulle attività produttive) per tutte quelle piccole e medie imprese che si insedieranno ex novo nell'area.
La zona franca. Nell’accordo si prevede anche la richiesta di trasformare Livorno in zona franca doganale per offrire condizioni vantaggiose per attrarre merci e capitali da parte del porto di Livorno e del retroporto.
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