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Nessuna prova di abuso edilizio Assolto l’architetto Pedonese
Livorno. Il giudice ha assolto gli imputati da ogni accusa: la storia va avanti da 6 anni
LIVORNO. Non ci sono prove che sia stato commesso un abuso edilizio nella realizzazione di sessanta appartamenti all’ex calzaturificio di Massarosa. E quindi tutti assolti.
Per Simone Pedonese (ex dirigente del Comune di Massarosa, ora a Livorno), l’imprenditore Giacomo Fonio proprietario della Iffi (per il quale la procura aveva già chiesto l’assoluzione), il geometra comunale Marco Lippi e gli architetti e progettisti Luca Gabrielli e Spartaco Baratti, finisce un incubo cominciato sei anni fa quando con ben più pesanti accuse - si parlò di corruzione - prese il via l’inchiesta, avviata su una segnalazione proveniente dall’ambiente della politica massarosese.
Nel marzo del 2010 si arrivò al sequestro dell’intera struttura tornata nella disponibilità della Iffi solo dopo oltre 4 anni con significativi danni economici. Impossibile mettere gli appartamenti sul mercato. Non solo: la Iffi al momento del sequestro ne aveva già venduti alcuni che vennero ricomprati. Tra questi l’abitazione di una coppia di sposi che, al ritorno dal viaggio di nozze, si ritrovò senza casa.
La Procura si affida a due tecnici, gli archietti Gabriella Gabbrielli e Andrea Tenerini, per una consulenza sul piano urbanistico che ha portato alla trasformazione dell’immobile in sessanta appartamenti. Il lavoro dei consulenti, che non coinvolge la difesa degli indagati, rileva che il piano di recupero è illegittimo e che la costruzione è viziata da importanti irregolarità. Così scatta il sequestro. Ci sono perquisizioni, indagini bancarie e per la Iffi, già in grave difficoltà per il sequestro, si pone anche la necessità di ricomprare gli appartamenti già venduti. I rinvii a giudizio sono del 2012. Durante l'udienza preliminare le accuse vengono ridimensionate: il gup Marcella Spada Ricci pronuncia sentenza di non luogo a procedere per il reato di abuso d'ufficio nei confronti di Pedonese e Lippi. C’è un sesto indagato all’epoca, Manrico Marianelli titolare della società Maranello dalla quale la Iffi aveva acquistato l’immobile dell’ex calzaturificio: chiede il giudizio abbreviato e viene assolto. Spariscono dal processo l'ipotesi della corruzione e appunto l’abuso d’ufficio. Ma in cinque vanno a processo davanti al giudice Gerardo Boragine per abusi edilizi. E comincia la guerra delle perizie.
La difesa di Fonio incarica a sua volta due consulenti, Franco Allegretti e Francecsa Lazzari, che smontano le ipotesi dei consulenti della Procura. Ma serve un altro parere, autorevole, per chiarire la questione e Boragine nomina perito il professor Valerio Cutini, docente dell’Università di Pisa. Si arriva quindi alle richieste di condanna da parte del pm Antonio Mariotti: assoluzione per Fonio, nove mesi e un’ammenda per tutti gli altri. La sentenza emessa dal giudice Boragine ieri è stata quella di assoluzione per tutti gli imputati.
Per Simone Pedonese è l’assoluzione numero tre. L’architetto, assistito dagli avvocati Morescalchi e Giorgi, negli anni di lavoro a Massarosa era stato coinvolto in 3 procedimenti penali per nessuno dei quali, come sancito dalla sentenza di ieri, sono emerse responsabilità a suo carico
«Il giudice Boragine ha assolto gli imputati da ogni accusa scrivendo la parola fine ad un incubo durato 6 anni - scrive l’avvocato Morescalchi - Il processo aveva già visto l'emanazione, da parte del Gip, di una sentenza di proscioglimento (perché il fatto non sussiste) per il reato d'abuso d'ufficio nei confronti di Pedonese e Lippi».
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