Toscana
Il viceministro Morando: «Cambiare per crescere»
LIVORNO. «Non mi nascondo dietro a un dito: il vento di astensionismo che soffia in tutto il paese mi preoccupa, anche se siamo il Pd, e anche se siamo in Toscana». Non usa mezzi termini il...
LIVORNO. «Non mi nascondo dietro a un dito: il vento di astensionismo che soffia in tutto il paese mi preoccupa, anche se siamo il Pd, e anche se siamo in Toscana». Non usa mezzi termini il segretario regionale del Partito democratico, Dario Parrini, durante l'incontro con il viceministro all’Economia Enrico Morando, che al circolo nautico Orlando è stato moderato dal segretario comunale Federico Bellandi.
«Alle prossime elezioni potrebbe esserci un grosso distacco tra il presidente Rossi e chi arriverà al secondo posto, ma – è stato sottolineato – non dobbiamo fare l'errore di credere di avere la vittoria in tasca. Dobbiamo far capire ai cittadini toscani che non c'è motivo per cui non debbano avere fiducia nelle istituzioni e nelle forze politiche che fino ad oggi li hanno governati».
Al centro della discussione la ricetta per uscire dalla crisi: «Dobbiamo fare in modo che quando i fattori esterni positivi che hanno permesso una leggera ripresa si attenueranno – spiega il viceministro – il Paese sia cambiato radicalmente, così da essere in grado di tornare a crescere in modo autonomo. Da qui l'esigenza di tutte le riforme che il governo Renzi sta mettendo in atto, da quella della scuola a quella della giustizia, da quella del lavoro a quella elettorale».
Riforme nazionali che altro non sarebbero, a detta dello stesso Morando, che la naturale prosecuzione del lavoro svolto a livello territoriale e regionale: «Dobbiamo coinvolgere tutti nel percorso di rinascita, dal più piccolo comune al più grande ministero: per farlo non c'è bisogno di essere renziani, ma solo di essere a favore dell'unica strategia che ha al suo interno ciò di cui il paese ha bisogno».
Parole d'ordine: investimenti pubblici e privati (sopratutto per le zone della costa), snellimento burocratico, lotta alla corruzione e riduzione del costo del lavoro. E dal segretario Parrini un invito: «Dobbiamo credere nel valore delle proposte realizzabili, rifiutando le proposte semplicistiche che scaldano il cuore ma non sono concrete».
Maria Giorgia Corolini
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