Il Tirreno

Livorno

Tari, gli aumenti confermati dal Comune: «Ma fino al 15%»

Alessandro Guarducci
La raccolta dei rifiuti
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La raccolta dei rifiuti

Livorno, l’amministrazione fa il punto della situazione basandosi sulla media statistica delle abitazioni di 70 metri quadri. «Era l’incremento che avevamo previsto»

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LIVORNO. L’aumento della tassa sui rifiuti c’è. Eccome se c’è. Lo ammette anche l’amministrazione comunale che però puntualizza: «Per la famiglia media livornese, gli aumenti della tariffa sono molto più contenuti rispetto a quanto riportato dal Tirreno». In realtà, il Comune ipotizza rincari fino al 15% mentre il Tirreno fino al 20%: in entrambi i casi si tratta di percentuali significative. Ma la minima differenza da dove scaturisce? Presto detto.

«Nell'articolo vengono indicati esempi che non rispecchiano la media statistica dell'utenza domestica Tari», si legge nel comunicato di Palazzo Civico. E infatti nel nostro servizio non abbiamo usato esempi statistici ma dati concreti: cioè avvisi di pagamento, inviati da numerosi lettori, relativi ad abitazioni dai 90 ai 120 metri quadri ( superfici “standard” a Livorno) con famiglie composte da una fino a quattro persone.

Il Comune invece scrive che « in realtà, il gruppo di utenze domestiche più folto e rappresentativo è costituito da nuclei familiari che abitano in alloggi la cui superficie non supera i 70 mq. Per tale tipologia di utenza domestica l'incremento tariffario è ben lungi dal combaciare con quanto pubblicato». Fatta questa premessa, l’amministrazione ha calcolato l’incremento solo sulle case di 70 metri quadrati, tralasciando tutte le altre tipologie di alloggi. Ed ecco il risultato. «Per un'abitazione di 70 mq occupata da una sola persona - scrive Palazzo Civico - l'incremento della Tari rispetto al 2014 è stato di 26,05 euro annui (+ 15,02%); per un nucleo familiare di due persone l'incremento è stato di 25,36 euro(+ 10,02%); per un nucleo di 3 persone 26,43 euro (+ 8,91%). Fino ad arrivare ad un incremento del 5,89% per un nucleo familiare di 6 persone abitante in un appartamento di 70 mq».

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Detto che una famiglia di 5-6 persone in un’abitazione di 70 metri quadri non pare il caso tipico della situazione abitativa livornese, resta il fatto che questi dati non “precisano” ma vanno semmai ad aggiungersi a quelli già pubblicati dal Tirreno: per esempio, abbiamo scritto che una famiglia composta da tre persone che abita in una casa di 90mq ha ricevuto un avviso di pagamento maggiore del 12% rispetto a quello del 2014; tre familiari che abitano in appartamento di 100 mq pagheranno invece il 14% in più, mentre per quattro persone che vivono in 125 mq l’incremento della Tari rispetto a un anno fa sarà del 15%. Sono tutti dati reali, e nell’articolo in questione avevamo scritto «che i rialzi medi per le famiglie si aggirano tra il 10 e il 14%). Proprio i dati che la giunta ha confermato. Poi, abbiamo aggiunto, ci sono casi più “pesanti”: un solo abitante in una casa di 98 mq dovrà versare un importo maggiore del 21%. E infatti, a proposito di quest’ultimo esempio, anche il Comune sottolinea che «complessivamente gli incrementi tariffari sono stati più contenuti nei confronti delle famiglie più numerose».

«Non aveva quindi in alcun modo "barato" l'amministrazione comunale - prosegue la nota - quando aveva presentato la manovra tariffaria 2015 parlando di aumenti mensili per le utenze domestiche che, nella gran parte dei casi, non avrebbero superato i due euro mensili». Il Tirreno, a questo riguardo, ha solo scritto che il Comune aveva “frenato”, nulla di più. E in effetti, l’aumento di due euro al mese torna nel caso degli alloggi di 70 metri quadri, mentre è “riduttivo”nei casi che i lettori hanno segnalato al Tirreno: i quattro residenti che abitano in 98 mq e e i tre in 100 mq, pagheranno infatti 42 euro in più all’anno. La matematica non è una opinione.

«Gli incrementi Tari sulle utenze domestiche - conclude la nota del Comune - sono dovuti all'incremento del costo del servizio per il 2015 (come da Piano tecnico-finanziario approvato dal Consiglio con delibera 215 del 23/12/2014) che è stato suddiviso in misura uguale tra utenze domestiche e non domestiche (delibera 43 del 5/3/2015)». Il costo del servizio è in effetti aumentato di 4,2 milioni di euro.

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