Il Tirreno

Livorno

il rilancio dell'economia

Renzi firma l'accordo per Livorno, 732 milioni piovono sul territorio

di Giulio Corsi
Il presidente del consiglio Renzi col governatore Rossi, il presidente della Provincia Franchi, i sindaci Nogarin e Bacci e il presidente di Port Authority Livorno Gallanti (foto Sestini)
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Il presidente del consiglio Renzi col governatore Rossi, il presidente della Provincia Franchi, i sindaci Nogarin e Bacci e il presidente di Port Authority Livorno Gallanti (foto Sestini)

A Firenze l'atto conclusivo dell'accordo di programma destinato al rilancio del porto e delle aree industriali. In extremis il sindaco annuncia la sua presenza ma attacca il governatore Rossi: "Dice bufale". Stretta di mano e "cinque", lunga gag tra il premier e Nogarin. La replica di Rossi al sindaco: "Non ami la tua città"

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E' il grande giorno per Livorno. A Firenze nel primo pomeriggio c'è stata la firma conclusiva per l'accordo di programma finalizzato al rilancio dell'economia cittadina. Sul tavolo alcune centinaia di milioni, che ricadranno sul porto in particolare, ma che saranno finalizzati anche alla reindustrializzazione. Si tratta di 542 milioni di euro di risorse pubbliche a cui si aggiungeranno 150 milioni di investimenti privati e altri 40 milioni già stanziati ma rientranti nella partita del rilancio: in totale 732 milioni di risorse che arriveranno a Livorno e sulla costa e che nel giro di quattro anni vedranno realizzare infrastrutture fondamentali per il rilancio dell'area a partire dalla Darsena Toscana. E' l'investimento più grosso mai fatto a Livorno.

E' stata la penna del presidente del consiglio Matteo Renzi a firmare direttamente l'accordo per il governo, insieme al presidente della Regione Rossi, al presidente della Provincia Franchi, al presidente dell'Autorità Portuale Gallanti e ai sindaci di Livorno e Colle Nogarin e Bacci.

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La presenza di Nogarin è stata incerta fino all'ultimo momento ma attorno alle 12.30 il sindaco sul proprio profilo Facebook ha annunciato di esserci. E d'altra parte sarebbe stato clamoroso il contrario, considerando che si tratta di una firma determinante per lo sviluppo della città.

Tra Renzi e Nogarin c'è stato uno scambio di battute, una stretta di mano e anche un 'cinque' fra il premier Matteo Renzi e il sindaco grillino di Livorno, Filippo Nogarin. Finita la cerimonia ufficiale, Renzi si è rivolto a Nogarin e, sorridendo, gli ha detto "con il 'freedom information act' siamo andati oltre il Movimento 5 stelle, siamo stati più grillini dei grillini". Nogarin gli ha risposto: "Per essere più grillino dei grillini ce ne vuole".
Renzi ha poi replicato dicendogli: "Ti sei preso anche la bandiera rossa del Pci". Nogarin ha poi spiegato ai giornalisti che il premier si riferiva alla storica bandiera del Pci - nato proprio a Livorno - che il partito ha recentemente donato al Comune di Livorno.
Renzi ha anche scherzato con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che è nato in provincia di Pisa; indicando prima Rossi, poi Nogarin, Renzi ha chiesto loro "ma su Pisa andate d'accordo?" riferendosi alla storica rivalità tra Livorno e la città della Torre Pendente.

In mattinata, dicevamo, Filippo Nogarin, aveva fatto polemica, contro lo stesso Renzi e il governatore Rossi. "Tra poco sarò a Firenze per la firma dell’accordo di crisi complessa dell'area livornese - aveva scritto il sindaco -. Dà da pensare come il sindaco del comune capoluogo sia stato avvisato solamente la sera prima, ma quello che stride ancor di più è che un percorso, iniziato al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, non soltanto veda la sua conclusione a Firenze in piena campagna elettorale regionale ma che per la prima volta veda protagonista il Premier Renzi".

"Dei 200 milioni di euro che erano stati ventilati da parte del Governo alla fine sono stati stanziati soltanto 50 per la realizzazione della Darsena Europa: la montagna ha partorito un topolino - continua il sindaco -.Del resto noi l’abbiamo sempre sostenuto che la pioggia di milioni di euro, paventata da mr Reds fosse una bufala, non finalizzata al reale rilancio occupazionale ma alla sua campagna elettorale".

Nel merito dell'accordo Nogarin ha sottolineato: "Al di là della polemica ritengo il porto sicuramente un volano fondamentale per lo sviluppo ma crediamo che serva, ancor di più, stimolare lo start up di imprese innovative per rigenerare il tessuto produttivo perché la crisi dell’area livornese sia più industriale che logistica. La crisi è soprattutto occupazionale: in più occasioni ho espresso la mia preoccupazione per le lavoratrici ed i lavoratori che nei prossimi mesi vedranno terminare gli ammortizzatori sociali. Con la dichiarazione di stato di crisi complessa, mi aspetto che possano venire prorogati, come ho evidenziato all’assessore regionale a lavoro due giorni fa".

Duro anche il commento di Giacomo Giannarelli, candidato M5S alla presidenza della Regione. "L'accordo per Livorno è uno spot elettorale, e non c'è nulla, neanche una visione politica. Per l'ennesima volta si fanno investimenti a pioggia senza avere una progettualità", ha detto Giannarelli.
"Non sono questi gli investimenti di cui Livorno ha bisogno - ha aggiunto - La città ha invece necessità di una progettualità diversa che punti sui poli tecnologici e non sulle colate di cemento". Secondo Giannarelli l'intesa raggiunta "racconta da una parte la drammatica situazione in cui versa la costa toscana che ci rende unica regione italiana con tre aree di crisi complessa (Livorno, Piombino e Massa Carrara) e dall'altra l'assenza di visione da parte di questo Pd, che prima proclama grandi investimenti in una grande opera come la Darsena Europa e poi davanti alle carte si scopre a chiedere mutui, a ridurre la portata dell'infrastruttura, rivelando così la sua pochezza con queste sceneggiate elettoralistiche. I toscani abbiano memoria".

Secca la replica in serata del governatore Enrico Rossi: "Le dichiarazioni del sindaco di Livorno e del candidato a presidente per il Movimento 5 Stelle Giannarelli, sono inqualificabili. Emerge chiaramente che Nogarin non ama la sua città e che è mosso solo dall'esigenza di difendersi dalle critiche dei suoi amici di movimento. Se Nogarin ritiene davvero che questo accordo è una bufala per quale motivo è venuto a firmare a Firenze?".

Secondo Lorenzo Bacci, segretario del Pd di Livorno e sindaco di Collesalvetti, "dovremmo tutti avere un sentimento di orgoglio e soddisfazione di fronte al più grosso stanziamento nella storia della provincia di Livorno. Vivere questo passaggio in maniera così sminuente è spiegabile se non seguendo una sterile, se non dannosa, logica di contrapposizione politica".

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