Gioco
Porto 2000, i lavoratori «Non abbiamo garanzie»
I sindacati: ora sul bando non abbiamo voce in capitolo, poi sarà troppo tardi «Nessun intervento infrastrutturale e non c’è coraggio nell’attuare il Prg»
LIVORNO. Manca ancora qualche dettaglio ma è ormai questione di pochi giorni per il varo del bando con cui l'Authority, anche a nome della Camera di Commercio, metterà ufficialmente in vendita la quota di controllo della Porto di Livorno 2000, la società pubblica che finora ha gestito lo scalo nel settore traghetti e crociere. Secondo quanto riferito dagli uffici di Palazzo Rosciano, sede dell'istituzione portuale, i funzionari si dicono «sicuri al 95%» di essere in grado di inviare «la prossima settimana» il testo del bando alla Gazzetta Europea per la pubblicazione, che avverrà «nel giro di 12 giorni». Tradotto: prima della fine del mese. E questo, calendario alla mano, significherebbe qualche giorno prima della scadenza della “prorogatio” del (primo?) mandato di Giuliano Gallanti al timone dell'Autorità Portuale livornese.
In realtà, non stiamo parlando solo di Livorno: c'è l'ingarbugliata matassa di un pacchetto di nomine che il neo-ministro Delrio deve decidere come affrontare anche perché riguardano alcune fra le più importanti Autorità Portuali. Oltre a Livorno, sono in scadenza anche il commissariamento di Guerrieri a Piombino e il mandato di Monti a Civitavecchia, aggiungendo poi anche Genova dove Merlo ha annunciato le dimissioni a giugno (la moglie è in lizza alle regionali per diventare governatore). Erano nella lista anche Napoli e Gioia Tauro: risolti a colpi di commissariamento ma di tipo militare, visto che sono stati nominati i responsabili delle due Capitanerie. Segno che è finita la stagione dei commissariamenti soft come quello deciso per Trieste dall'allora ministro Lupi? Dipende, com'è probabile, dalla specificità dei due porti meridionali o c'è una sterzata nel segno dei militari?
Nel frattempo, alla Porto di Livorno 2000 i sindacati aziendali fanno quadrato perché la privatizzazione sta prendendo una piega che li preoccupa: a cominciare dal fatto che il bando «rimarrà top secret fino al momento della pubblicazione». E questo, inutile dirlo, non può che innescare «incognite e incertezze sul fronte dell'occupazione»: anche perché prima non si può intervenire e dopo la pubblicazione nemmeno («è un rischio concreto e reale»).
Risultato: le Rsa (Enrico Barbini per Filcams Cgil, Maria Grazia Macchia per la Fisascat Cisl e Fabio Bicchierini per la Uiltucs Uil) dicono che non intendono accontentarsi di «garanzie solo verbali». Il messaggio è diretto all’azienda (Porto 2000) e alla proprietà (Authority al 72%), che non a caso praticamente si riunificano nella figura di Massimo Provinciali, numero due di Palazzo Rosciano e presidente della società portuale.
Barbini, Macchia e Bicchierini sottolineano che l’unica certezza sulla salvaguardia occupazionale è, al contrario, che «sta vacillando prima ancora che la proprietà metta le quote sul mercato». Il riferimento è all’affidamento di servizi all’esterno («anticipando così il processo di ristrutturazione aziendale degli ormai prossimi acquirenti»). Non è tutto: proprio mentre si blocca ogni discussione sulla pianta organica perché c’è la privatizzazione e si esternalizzano in coop «lavoratrici che da 6-7 anni fanno la stagione alla Porto 2000», ecco che «si mette a segno, a stanza chiusa, la solita assunzione di stampo clientelare».
Nel mirino delle rappresentanze sindacali finisce anche qualcos’altro: 1) il contratto integrativo è «scaduto da mesi« e l’azienda «non è ancora riuscita a trovare il tempo per aggiornarlo»; 2) nella stagione in corso «non c’è nessuna miglioria infrastrutturale e nessuna discontibuità con le problematiche che da sempre caratterizzano gli accosti delle grandi navi»; 3) non c’è «nessun coraggio» nell’attuare il Prg portuale che ora è approvato.
I sindacati aziendali ricordano che nell’assemblea di lunedì scorso con i lavoratori è stato votato «all’unanimità» uno stock di iniziative e mobilitazioni. L’ultima sottolineatura è per i vertici della Porto 2000: vogliono incontrare martedì i lavoratori (e il giorno prima i sindacati). Da Barbini arriva una controproposta: «La riunijone facciamola a viso aperto: azienda, sindacati e lavoratori tutti insieme martedì per dirci le cose l’un l’altro».
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