Il Tirreno

Livorno

Ogliara presidiata «Mai tanti agenti»

di Fiorella Loffredo
Ogliara presidiata «Mai tanti agenti»

Don Giuseppe: «Se in un anno avessi visto la polizia che c’è ora forse molti episodi si sarebbero evitati». I timori di vendette

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SALERNO. È un quartiere sotto assedio Ogliara. Dagli spari in piazza del 20 aprile scorso, e ancor di più dall'agguato mortale di martedì pomeriggio in traversa Magna Grecia, nel quale sono rimasti uccisi Angelo Rinaldi e Antonio Procida, la frazione collinare di cui era originario quest'ultimo così come i suoi killer, i Vaccaro, è perennemente presidiata dalle forze dell'ordine, tanto in divisa quanto in borghese. E nelle ore serali, dicono alcuni abitanti, la loro presenza è ancora più visibile. Secondo voci, gli agenti cercano di evitare episodi di giustizia privata e monitorano il territorio in cerca di elementi utili a ricostruire eventuali retroscena del duplice omicidio consumatosi martedì nella strada che collega Matierno a via Dei Greci.

«Se in un anno avessi visto tutta la polizia che sto vedendo in queste ore, forse molti episodi si sarebbero potuti evitare - afferma sommessamente don Giuseppe Greco, dallo scorso giugno guida spirituale della comunità di Ogliara che si ritrova ogni domenica nella chiesa in piazza - Da mesi ormai qui regna la psicosi da furti in casa poi gli ultimi incresciosi episodi non hanno fatto altro che intimorire gli animi e la gente tende ancor di più a ritirarsi nel proprio. Animare, da queste parti, è un verbo molto difficile da attuare perché le periferie di cui parla papa Francesco, soprattutto quelle umane, qui si toccano con mano. Ma vanno visitate, bisogna andarle a trovare, questo è l'unico antidoto al degrado. Quando lo scorso anno sono arrivato in questa parrocchia - continua il sacerdote - la prima persona che ho incontrato mi ha accolto con una richiesta: “Don Giuseppe, ci aiuti a non morire”. Questo stato di prostrazione delle persone deve cambiare ma il carico di speranza è sempre più leggero». Intanto a Ogliara la vita, nonostante tutto, scorre come sempre e, parlando con qualche residente, si scopre che la morte di Rinaldi e Procida non ha scosso la comunità più di quanto abbiano fatto gli episodi di microcriminalità registratisi negli ultimi mesi.

«Abbiamo capito che l'agguato di martedì è stato un “fatto privato”, se gli animi surriscaldatisi per un litigio avessero avuto il tempo di raffreddarsi ora non si piangerebbero due morti. Noi possiamo solo essere dispiaciuti, sia per quelli che ora stanno a Brignano che per quelli che stanno a Fuorni, d'altronde qui erano tutti di casa. Sapevamo chi erano e cosa facevano ma non hanno mai dato fastidio a nessuno. Anzi per noi erano una sorta di protezione dalle minacce esterne», dicono alcuni avventori di un bar sottovalutando la gravità dell'affermazione. Nel quartiere, proprio in queste ore, è cominciata a girare la voce che subito dopo le elezioni regionali le istituzioni hanno intenzione di indire un’assemblea pubblica a cui sono stati invitati a partecipare tanto il questore Alfredo Lanzalone che il comandante dei carabinieri Riccardo Piermarini, che il sindaco Vincenzo Napoli. Obiettivo: rassicurare i residenti sulla sicurezza in un rione così difficile, una priorità per le istituzioni, così come è emerso dalla riunione del comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico svoltasi mercoledì in Prefettura. Percorrendo la strada che da Ogliara scende a Salerno si attraversa Matierno e qui il clima è ancora più surreale, a partire dai nastri azzurri, e non granata, appesi tra i palazzi a testimonianza di una fede calcistica diversa da quella che si respira in queste ore in città. Qui le bocche rimangono serrate e anche i portavoci della comunità, i presidenti delle associazioni di residenti non rispondono al telefono, preferiscono non commentare quanto è accaduto a poche centinaia di metri dalle loro abitazioni.

Intanto a Fratte continuano i preparativi per la festa che i tifosi granata del quartiere stanno organizzando per il 13 maggio, festa che vedeva tra i principali promotori proprio Rinaldi e Procida che davanti al loro Vintage cafè avevano già posizionato gagliardetti e nastri colorati per celebrare insieme a tutti gli amici di sempre la promozione in b della loro squadra del cuore. Fino a ieri sera i ragazzi del quartiere sono stati in dubbio se indire o meno la festa visto il grande lutto che ha colpito il quartiere ma poi si è deciso per il sì.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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