Toscana
Ristoratore morto, aperta un’inchiesta
Fatta l’autopsia, indaga la Procura. Oggi i funerali di Pardo, deceduto a 3 giorni dalle dimissioni dal pronto soccorso di Cecina
LIVORNO. L’ipotesi di reato è di omicidio colposo. La Procura di Livorno ha aperto il fascicolo a seguito dell’esposto ai carabinieri contro l’Azienda sanitaria 6 livornese presentato dai familiari di Mario Paolo Pardo, morto lunedì scorso all’età di 49 anni dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso di Cecina due giorni prima del decesso. Per adesso non ci sono indagati, il fascicolo è contro ignoti. Saranno i risultati dell’autopsia, che è stata effettuata ieri pomeriggio dal medico legale Luigi Papi su incarico del sostituto procuratore della Repubblica Antonella Tenerani, a fornire elementi utili allo sviluppo dell’inchiesta. Solo l’esame autoptico potrà chiarire le cause di una morta che per ora resta con tanti interrogativi aperti.
Un malore fatale, nella sala di aspetto del medico di famiglia. Il signor Pardo si è accasciato a terra ed è deceduto nel tragitto che da piazza Guerrazzi lo portava in ambulanza al pronto soccorso alle 19,30 di lunedì scorso. Aveva 49 anni e lascia la moglie Tina e i figli Giovanni di 23 anni, Jennifer di 19 e Francesco di 17. Un dolore composto quello dei familiari, che tuttavia vogliono vederci chiaro. L’uomo era uscito dal pronto soccorso di Cecina nella tarda mattinata del 2 maggio, dopo una notte in osservazione, con una diagnosi che parla di sintomi influenzali uniti a uno stato ansiogeno.
Nel pomeriggio del Primo maggio il signor Pardo stava lavorando nel bar ristorante, La Pinetina a Vada, gestito dalla famiglia, quando si è accasciato a terra. Accusava dolori al petto. E la moglie Tina lo ha portato di corsa al pronto soccorso. E da qui è uscito la mattina del 2 maggio. Ma nei giorni successivi ha continuato a non sentirsi bene. E per questo motivo aveva deciso di farsi visitare dal medico di famiglia.
È servita una notte insonne e di dolore alla moglie Tina e ai figli per prendere la decisione di suonare alla porta dei carabinieri della stazione di Cecina. Assistiti dall’avvocato Paolo Porciani hanno presentato l’esposto denuncia con cui chiedono di far luce sull’operato del pronto soccorso di Cecina. Su quel ricovero con dimissioni della mattina del 2 maggio. «Mio padre ha continuato nei giorni successivi ad accusare dolori al petto», ha sottolineato la figlia Jennifer.
Concluso l’esame autoptico, il sostituto procuratore della Repubblica Antonella Tenerani ha restituito la salma ai familiari. Il funerale è stato fissato per oggi alle 15 e sarà celebrato presso la cappella del cimitero comunale di Cecina, curato dall’impresa funebre Frongillo che è stata anche incaricata di trasferire la salma dall’obitorio dell’ospedale alla sala mortuaria del cimitero comunale, la stessa dove è stata effettuata l’autopsia. Sui risultati dell’esame autoptico vige il più stretto riserbo. Eppure è da questi esami che ci si aspetta di sciogliere i dubbi sulle cause del decesso di Mario Paolo Pardo, originario di Niscemi, ma da anni residente a Cecina.
Nell’Azienda sanitaria di Livorno vige il più stretto riserbo in attesa dei risultati dell’autopsia e delle decisioni del sostituto procuratore Tenerani. C’è solo una conferma: «Al pronto soccorso di Cecina sono stati eseguiti gli esami previsti dal protocollo sanitario».
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