Il Tirreno

Livorno

Caos profughi: altri 610 in arrivo, l’accoglienza vacilla

di Mario Neri
Caos profughi: altri 610 in arrivo, l’accoglienza vacilla

Coi nuovi sbarchi anche in Toscana la situazione è al collasso. L'ospitalità spalmata sul territorio non basta più. I prefetti a Roma per chiedere le tendopoli, no dei sindaci. E spuntano le "quote" provinciali calibrate sulla popolazione

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Ore 11, ieri. Circolare dal Viminale: «Alla Toscana confermati 450 migranti per questa settimana». Ore 13, dlin, messaggio di posta elettronica. È ancora il ministero dell’Interno: «Correggete il tiro, ne arrivano altri 110, siamo a 560». Ore 16, nuovo download e nuova velina: «La Marina ha salvato dal Canale di Sicilia un altro barcone di profughi, 50 richiedenti asilo sono sbarcati a Roccella Jonica». Destinazione ancora Toscana. In prefettura a Firenze ormai faticano a tenere il conto. È qui la base del coordinamento dell’accoglienza in regione. E i bollettini che giungono da Roma raccontano di una escalation mai vista: in una settimana prefetture e Comuni toscani dovranno dare ospitalità ad altri 610 richiedenti asilo. Non ne sono mai arrivati così tanti in tre giorni dall’inizio di questa nuova ondata. Un record che ora fa paura a prefetti e sindaci, perché rischia di far collassare il modello dell’accoglienza diffusa, di suscitare reazioni di pancia nell’opinione pubblica ma pure di incrinare la tenuta sociale e il consenso politico sul territorio.

L’escalation di arrivi. Se i ritmi restano questi, di qui a fine agosto, la regione dovrà farsi carico di qualche migliaia di disperati in cerca di un Italian dream, di futuro e salvezza da conflitti di religione, guerre tribali e pulizie etniche in corso in Africa e Medioriente. Per questo, ad esempio, i Comuni di Pisa e Livorno sono già in allarme. Anzi, quasi in rivolta. Il primo preoccupato delle mosse della Prefettura, il secondo di una aritmetica dell’accoglienza che non tiene conto dei suoi effetti su umori e forze di comunità già fiaccate dalla crisi.

Addio al modello Toscana. La distribuzione sul territorio con strutture da 10-20 posti sperimentata per la prima volta quattro anni fa e voluta dal governatore Enrico Rossi sta per franare. «Siamo tutti contrari a tendopoli, capannoni o caserme che siano – dice il prefetto di Firenze, Luigi Varratta – ma se i ritmi restano questi sarà difficile riuscire ad evitarli». Da due settimane, così, i prefetti sono a caccia di aree più capienti. E da due settimane sono cambiati anche i criteri di ripartizione. Calibrati sulla popolazione residente di ogni singola provincia. A Firenze va il grosso (26,9%) ma anche Pisa (11,2%), Lucca (10,5%), Arezzo (9,2%) e Livorno (9,1%) d’ora in poi dovranno organizzarsi.

Le percentuali della discordia. Ma la tabellina con le percentuali a molti sembra asettica, fredda, «oggettiva, certo, ma semplificatoria», dice il sindaco 5 Stelle Filippo Nogarin, mentre per alcune realtà l’immigrazione è un tema caldo, un filo ad alta tensione. Basta sfiorarlo per innescare uno sfrigolio di polemiche. «Con Massa Carrara e Piombino, Livorno sta vivendo una crisi socio-economica senza eguali dal dopoguerra – continua Nogarin - è una delle sette aree di Italia per cui verrà dichiarato lo stato di crisi complessa. Quando si fanno questi calcoli bisognerebbe tener conto anche di questi aspetti, soprattutto per l’impatto sulle comunità. Livorno sta soffrendo molto, e se gli sbarchi continuassero così entreremmo in difficoltà».

Il 25 aprile è stato il prefetto pisano Attilio Visconti a chiedere «lealtà» ai sindaci e agli enti locali, recalcitranti all’idea di optare per strutture più grandi. «Ne serve una da 70 posti». «Noi siamo contrari – dice Sandra Capuzzi, assessore al sociale della giunta Filippeschi – Le soluzioni di Visconti non funzionano, lo abbiamo visto con l’hotel Cristallo a Santa Croce. È un modo singolare di agire quello di un prefetto che finora ha convocato i sindaci una volta sola. Certo, la ripartizione percentuale va controllata bene, Pisa ospita 800 rom in campi abusivi, la strada giusta è l’accoglienza diffusa organizzata con i territori».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11369134:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/05/06/news/la-spezia-lo-sbarco-dei-profughi-1.11369134]]Il vertice per cambiare rotta. Oggi Regioni, Anci e prefetture parteciperanno a un vertice col governo e il ministro Angelino Alfano per mettere a punto una nuova strategia. Frontex e Triton funzionano come missioni di salvataggio, ma non sembrano scoraggiare gli scafisti. E soprattutto sembrano essere sempre meno le regioni a volersi far carico del fenomeno. Soprattutto ora, in piena campagna elettorale per le regionali. Ieri il gioco al rialzo è stato innescato dalla Valle D’Aosta, che si è dichiarata indisponibile ad accogliere 79 migranti, seguita dal Friuli e poi dai mugugni della solita Lega. I prefetti chiederanno al ministro di toglierli dalla stretta: da una parte Roma che chiede di eseguire gli ordini, dall’altra gli amministratori locali che si dicono pronti alla solidarietà ma se gestita spalmata in parti uguali.

Penuria di posti. Una cosa è certa. A questi ritmi sarà difficile non cambiare passo. In questo momento la Toscana ospita circa 3.000 persone, a fine settimana 3.500. «Ma la situazione è in continua evoluzione», dice Varratta. Tradotto: i flussi non si fermeranno. L’Anci, prima dell’inizio di questa nuova ondata, aveva offerto circa 7.000 posti. A fine settimana ne saranno occupati la metà. Dove mettere quelli che arriveranno?

I prefetti controcorrente. Non tutti si rassegnano a lasciare il modello Rossi. «Credo sia la soluzione migliore – dice Giovanna Cagliostro, prefetto di Lucca – In questo momento in provincia, grazie a Comuni e cooperative, ospitiamo 206 migranti. Questa settimana ne arriveranno 42, e anche se gli arrivi sono destinati ad aumentare credo non si debba mai abbandonare il dialogo col territorio».

Arrivano i profughi, i problemi che dobbiamo risolvere oltre ogni speculazione per qualche voto in più. Il Buongiorno Toscana del responsabile delle pagine regionali Cristiano Meoni

Posted by Il Tirreno on Mercoledì 6 maggio 2015

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