Il Tirreno

Livorno

Installati pochi anni fa non funzionano

A Pediatria niente tv in camera e i monitor a pagamento sono ko

di Cristiana Grasso
A Pediatria niente tv in camera e i monitor a pagamento sono ko

LIVORNO. A pediatria, nel bel reparto color pastello con i muri popolati da simpatici animaletti e i letti che sembrano usciti da un cartone animato, una ludoteca con tanti giochi e persino la...

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LIVORNO. A pediatria, nel bel reparto color pastello con i muri popolati da simpatici animaletti e i letti che sembrano usciti da un cartone animato, una ludoteca con tanti giochi e persino la maestra-animatrice tutti i giorni, quei monitor multimediali e interattivi attaccati alle pareti delle camere che solo tre anni fa sembravano l'avanguardia dell'intrattenimento per i piccoli pazienti ora sembrano reperti archeologici. Non funzionano più e sono quindi incapaci ormai persino di alimentare le pur giuste polemiche che erano nate subito dopo la loro istallazione e proseguite durante questi anni: oggetti costosi e soprattutto non per tutti visto che per usarli, vedere la tv, ascoltare le favole, la musica, scaricare i giochi, bisognava pagare. Cinque euro al giorno, una scheda distribuita da una macchinetta all'ingresso, e direttamente sul lettino si accendeva la magia. Allora protestarono in molti perché l'idea di far pagare l'intrattenimento ai bambini ricoverati non andava giù, tanto più che nelle camerette non si c'è una tv normale e neppure si può portare da casa. A suo tempo l'Usl spiegò che "l'istallazione e il conseguente tariffario di questo nuovo sistema multimediale era stata decisa per offrire il maggior confort possibile ai piccoli degenti grazie all'offerta di un servizio strutturato e personalizzato in base alle esigenze del singolo utente".Molti genitori contestarono ed hanno continuato a contestare la scelta. "Magari nella stessa stanza un bimbo si diverte con il monitor spaziale e l'altro non può neppure condividere, perché ciascuno è abbinato a un letto" si lamentavano i famigliari. Ma da qualche settimana il problema non si pone più, gli apparecchi non funzionano e il primario, il dottor Fabrizio Gadducci, ha deciso di rivedere il contratto con la ditta che li ha forniti, gratuitamente (all Usl non sono costati niente) garantendone anche la manutenzione in cambio del ricavato delle schede.

"È una questione che stiamo affrontando - spiega il dottor Gadducci - e certamente, oltre alla questione della manutenzione che soprattutto negli ultimi tempi non era sempre tempestiva e i piccoli pazienti che in genere restano pochi giorni se ne andavano prima che l'apparecchio fosse riparato, affronteremo anche il problema del servizio a pagamento".

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