Gioco
«Strada sbarrata, alle nostre case si arriva solo a piedi»
Via Romiti chiusa con le transenne: la rabbia degli abitanti per i lavori attesi da tempo e ora di nuovo sospesi
LIVORNO. Stavolta il guaio è la strada di casa sbarrata dalle transenne: bisogna lasciare l'auto distante e avventurarsi a piedi là dove l'asfalto non è finito, l'illuminazione pubblica sembra spesso un optional e non arrivano né spazzamento né cassnetti Aamps («ma la tassa sui rifiuti, eccome se ce la chiedono»). Si arricchisce di un nuovo capitolo la telenovela dei guai e disagi che gli abitanti del Borgo di Magrignano sono costretti a sopportare quotidianamente: in questo caso, stiamo parlando di «via Gino Romiti lotto 10.4», come raccontano Nicola Bindi, Gianluca Armadori, Massimiliano Trovato e Michele De Chirico. «Ci hanno rinchiusi come polli nelle gabbie».
Tutta colpa del fatto – spiegano – che la loro strada è in realtà, formalmente e un po' paradossalmente, nient'altro che un cantiere.
«Il completamento dei lavori – affermano – lo aspettiamo da una infinità di tempo. Siamo rimasti meravigliati dunque quando all'improvviso abbiamo visto comparire i cartelli-avviso per chiederci di spostare le auto e permettere alla ditta di lavorare. Peccato che altrettanto all’improvviso i lavori si siano non solo fermati ma siano state posizionate transenne saldate e piantate per terra che hanno bloccato l’accesso alla via sulla quale si affacciano le nostre abitazioni. Blindati in casa nostra, insomma».
Probabilmente per l’esasperazione, nella notte qualcuno deve aver sfondato un pezzetto della recinzione. «Nessuno ci ha mai detto nulla: quando abbiamo chiesto spiegazioni, da parte di un tecnico della società ci è stato detto solo che sarebbero fioccate le denunce ai carabinieri. A quel punto gli abbiamo ribattuto che i carabinieri li avremmo chiamati noi ma per vedere come ci costringevano a vivere. Ci è stato detto anche che tutto era originato da una ordinanza del Comune: abbiamo verificato a Palazzo Civico e questa fantomatica ordinanza non esiste».
Gli abitanti della zona riferiscono di esser arcistufi della situazione: rimanere “assediati” perché la strada d’accesso a casa propria è stata chiusa la vedono come «l’ultima goccia che fa traboccare il vaso di una sfilza di problemi ai quali nessuno sembra voler mettere rimedio: stiamo andando avanti di mese in mese e di anno in anno senza venire a capo di nulla».
Non basta la strada off limits, c’è anche «l’illuminazione pubblica che funziona come funziona, cioè male: siamo rimasti al buio anche per due settimane». C’è la mancata asfaltatura finale e dunque i tombini «sono rialzati rispetto al piano stradale e si rischia di inciamparci». C’è la mancata pulizia delle strade, senza contare che «è capitato di sbarrare la strada a qualche furbetto che avrebbe voluto scaricare quaggiù i propri rifiuti: e stiamo parlando di camion, mica di un sacchettino di bucce e torsoli»...
Gli abitanti di via Romiti tornano con la memoria all’operazione-pulizia che mobilitò le istituzioni, l’Aamps, la Croce Rossa e gli stessi residenti per dare una bella sistemata. «Bella cosa, davvero una svolta: salvo poi accorgersi – viene sottolineato – che i rifiuti erano stati accumulati in una zona ai margini e la ruspa si era limitata a operare per breve tampo, lasciandone lì una buona parte. Dobbiamo dire che, dopo la mail inviata da noi al sindaco, hanno rimandato i mezzi a completare il lavoro».
Ecco, è quel che ci vorrebbe ora: completare le urbanizzazioni mai concluse da anni. «Non ci immaginiamo la bacchetta magica, ma qualcuno che si metta a un tavolo con noi e dica: entro la tal data si può far questo, poi in autunno quest’altro. Ma non con questa sensazione di essere abbandonati a noi stessi».
Il senso di abbandono si moltiplica quando poi si va a scavarein una babele di singoli casi. Per esempio, c’è chi non è ancora riuscito a poter firmare il rogito che lo rende effettivamente proprietario della casa che ha già in gran parte pagato. Ma questa è ancora un’altra storia: l’infinitesimo capitolo di una odissea di tante famiglie in un quartiere già nato da anni eppure con troppe cose rimaste a metà.
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