Gioco
Salasso Tari: aumenti fino al 20% in più a famiglia
Brutta sorpresa per le famiglie livornesi dopo l’arrivo degli avvisi di pagamento. Palazzo civico aveva invece annunciato rialzi più modesti: uno-due euro al mese
LIVORNO. Il Tirreno l’aveva scritto a dicembre dell’anno scorso: “Tari, aumenti in vista per le famiglie”. E aveva parlato chiaramente di aumenti consistenti. Il Comune aveva frenato, ribattendo che gli aumenti ci sarebbero stati, sì, ma che in media si sarebbero attestati nell’ordine di un euro al mese per famiglia, massimo due. Insomma, qualcosa di ancora sostenibile, seppur nella città che già aveva la tassa sui rifiuti tra le più alte d’Italia.
Il tempo, però, come sempre è stato galantuomo, ed è bastato attendere l’arrivo degli avvisi di pagamento Tari alle oltre 80mila utenze livornesi per capire come stavano realmente le cose: purtroppo, e lo diciamo anche da contribuenti, i numeri hanno confermato le nostre previsioni. Si è trattato di un altro salasso, con rialzi medi per le famiglieche si aggirano tra il 10 e il 14% ma con punte che arrivano al 20%. D’altra parte non ci voleva molto a capire che sarebe finita così: l’aumento di 4.2 milioni sul totale Tari 2015 non avrebbe potuto che scaricarsi sulle famiglie con cifre assai maggiori di 12 euro all’anno.
Stangata fino al 20% in più. Alcuni esempi concreti chiariranno bene il quadro. Abitazione di 96 metri quadrati, un residente: l’anno scorso la Tari si attestava a 175 euro, quest’anno è schizzata a 213. Si tratta di un aumento del 21%. Un altro caso: 100 metri quadrati, famiglia di tre persone. L’anno scorso la Tari si fermava a 304 euro, quest’anno salirà a 346. Il 14% in più. Aumentando i metri quadri e il numero di residenti la situazione non cambia: 125 metri, 4 residenti. Nel 2014 la Tari si attestava a 405 euro, quest’anno è salita a 464, più 15%. Un ultimo esempio concreto, 90 metri quadri, tre residenti: da 278 euro si è passati a 310, il 12% in più.
4.2 milioni di aumenti. D’altra parte, come dicevamo, da un punto Palazzo civico non si è mai mosso: il totale di 4,2 milioni di euro in più nell'ammontare complessivo della Tari. Le rimodulazioni delle ripartizioni del gettito (a favore di imprenditori, commercianti e artigiani) decise dalla giunta non hanno toccato infatti l'entità del tributo, che quest'anno salirà a 39,2 milioni di euro (per coprire il servizio di Aamps), rispetto ai 35 del 2014. «Un aumento dovuto alla necessità di coprire una parte dei crediti Tia che vanta l'azienda pubblica dei rifiuti, ma che non sono più esigibili», è stato più volte spiegato.
L'Aamps ha infatti crediti per 28 milioni: una quota è accantonata a fondo svalutazione crediti, ma un'altra è ormai inesigibile, e per legge può essere ribaltata sulla tariffa. La somma è stata spalmata nel prossimo triennio per 3,8 milioni all'anno, che con il 10% di Iva generano quell'aumento di 4,2 milioni sul totale Tari 2015.
Il ritocchino per aiutare le imprese. Va detto che il ritocchino per non infierire troppo sulle imprese (con una riduzione del gettito complessivo dai 20.224.050 euro previsti a dicembre ai 19.635.000), su cui l’aumento pesava inizialmente tra il 14 e il 18%, ha finito per peggiorare ulteriormente le cose per le famiglie. Assai di più di quanto annunciato dall’amministrazione comunale. Secondo cui l’uno, due euro circa al mese di aumento sarebbero stati gravati di altri 6-10 euro annui. In pratica ogni famiglia secondo il Comune avrebbe pagato in media tra i 18 e 30 euro in più, mentre come ben mostrano gli esempi, il salasso è stato di almeno il doppio.
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