Il Tirreno

Livorno

raduno di ex ferrovieri

«Signori, in carrozza!» Tutti a Castiglioncello

CASTIGLIONCELLO. Ex ferrovieri in servizio presso la stazione di Castiglioncello si ritrovano dopo vent'anni. Racconta l’ex capostazione Leonardo Casorio. «Ora la stazione ferroviaria di...

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CASTIGLIONCELLO. Ex ferrovieri in servizio presso la stazione di Castiglioncello si ritrovano dopo vent'anni. Racconta l’ex capostazione Leonardo Casorio. «Ora la stazione ferroviaria di Castiglioncello è chiusa, nel senso che il movimento treni è stato automatizzato ed ora viene comandato da un dirigente centrale con sede a Pisa. Ma non è sempre stato così. Nel 1984, quando fui nominato capostazione titolare di Castiglioncello - dice Casoriol, ultimo titolare in ordine di tempo responsabile dell'unità operativa ed attualmente in pensione - e le paghe al personale avvenivano tramite denaro contante trasportato da appositi treni scortati dalla Polfer, il 27 (san paganino), erano in fila per riscuotere il proprio salario mensile una trentina di dipendenti tra dirigenti Movimento, manovali, operai dell'armamento, tecnici degli impianti elettrici e personale di biglietteria.

E non esistevano sottopassi, non c'era l'annuncio dei treni in automatico, l'elettronica non era di casa a Castiglioncello, e gli scambi per effettuare precedenze fra treni erano girati a mano, assicurati da un controllo visivo ed elettrico in cabina per determinare gli istradamenti. Un'incombenza particolarmente delicata per il dirigente movimento era l'assicurarsi che i treni transitavano nella loro completezza, senza eventuali spezzamenti in linea, osservando la "coda" dei treni, cioè i due fanali rossi a luce lampeggiante accesi situati nella parte posteriore dei convogli. Oggi Castiglioncello è classificata "fermata" e le incombenze per il transito ed il servizio viaggiatori dei treni avvengono con sistemi elettronici automatizzati, con comandi a distanza e senza la presenza fisica e materiale di operatori in loco. Quanti episodi, quante storie, quante emozioni, quanti ricordi...» È quanto si sono raccontati i "vecchi" ferrovieri e i non ancora tali che si sono succeduti come dipendenti nella stazione FS di Cstiglioncello, e che si sono dati appuntamento in un ristorante sulla passeggiata a mare: ferrovieri, alcuni con le loro mogli, che si sono trovati accomunati nel lavoro a partire dagli anni '80 e fino al 1997 a Castiglioncello, giunti dalle loro residenze, alcuni dall'Abruzzo, Frosinone, da Volterra, da Castellina, da Cecina, Campiglia, Rosignano, molti già in pensione, alcuni ancora in servizio, e che con commozione, gioia, dopo lunghe assenze - racconta ancora Casorio - hanno ricordato, «ritrovandosi, episodi, momenti felici e l'evoluzione delle proprie vite. Chi è diventato nonno, chi ha dovuto ricorrere a cure per ragioni di salute, chi ha dovuto affrontare problemi seri nel campo affettivo, chi manifestava rimpianto ed emozioni per un ritorno, dopo anni, in uno splendido territorio che ha visto disperdere la propria giovinezza... Qualche accenno alla legge che bloccava ed allungava i tempi per il pensionamento, ma in genere considerazioni positive per un tempo trascorso all'insegna della sicurezza sociale, dell'impegno responsabile, velati però da preoccupazioni per il futuro dei giovani che stentano a trovare un lavoro per la formazione di una sicura famiglia. Ed un pensiero serio di rammarico e di dolore è stato indirizzato anche a quegli ex colleghi che una ria sorte li ha tolti all'affetto delle loro famiglie. Tra saluti ed abbracci i convenuti si sono lasciati con l'impegno di un prossimo incontro da ripetere. Castiglioncello, per chi l'ha conosciuta, ed ha dovuto poi lasciarla forzosamente, ha formato un solco nel cuore che l'aria, il profumo, i colori, il mare, il panorama, solo in parte riescono a colmare».

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