Il Tirreno

Livorno

Il dossier dei super-esperti «O la maxi-Darsena o la fine»

di Mauro Zucchelli
Il dossier dei super-esperti «O la maxi-Darsena o la fine»

Torna a esplodere la polemica: dietro le quinte dello scontro fra le istituzioni c’è il pressing per la nomina (ormai vicinissima) alla guida di Palazzo Rosciano

6 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Cosa dice il dossier di Ocean Shipping Consultants? Soprattutto una cosa: che Livorno è di fronte a un bivio, qui e ora. Non abbiamo scelta e non abbiamo altro tempo: o ce la facciamo a realizzare l'espansione a mare con la maxi-Darsena (così da accogliere le navi porta-container di nuova generazione) o Livorno si ridurrà presto a essere nulla». Qualcosa del genere l'aveva già detta il presidente dell'Authority, Giuliano Gallanti, in una intervista al Tirreno il mese scorso. Ed è da qui che parte il segretario generale Massimo Provinciali, per ribattere alle accuse in arrivo da Palazzo Civico.

Nelle dichiarazioni alla Nazione, il sindaco Filippo Nogarin a sostegno delle proprie tesi cita proprio le risultanze del lavoro di Ocean Shipping Consultants, équipe indipendente britannica (che fa parte del gruppo olandese Royal Haskoning Dhv). Riassumibili così: i fondali a 16 metri di profondità non bastano, gli investitori chiedono di arrivare a 18,5. Nogarin lo dice cautelandosi dietro la speranza che tutto questo non sia vero e sottolineando che «al momento sono soltanto indiscrezioni che stiamo cercando di verificare». Eppure è quanto basta perché il sindaco vada alla carica: ipotizza il rischio che l'intera operazione si trasformi in un flop colossale. Non basta: se tutto questo si rivelasse vero, i vertici dell'Authority devono dimettersi. Richiesta soprattutto politica, visto che il mandato di Gallanti è già finito da tre settimane e si contano i giorni che ci separano da quando il ministro firmerà una nomina.

Provinciali cita Catalano

Provinciali conferma che il team di consulenti indica un ventaglio di ipotesi per i fondali: «Lo diceva già il filosofo Massimo Catalano – ironizza citando il noto personaggio di Arbore – che, rispetto a una profondità di 16 metri, è meglio arrivare a 18,5 e, se vogliamo, meglio ancora a 20 metri, e figuriamoci i 22 metri…».

C'è un problema non da poco: i fondali ora in buona parte dell'area interessata sono sotto i dieci metri, talvolta anche dei 6-7 e perciò bisogna escavare. Perciò c’è da trovare collocazione per migliaia di metri cubi di melme per ogni centimetro di profondità in più…

Sta di fatto che sembra finito in archivio il break che aveva fatto decantare la situazione dopo la battaglia campale sul Prg, di fatto conclusa con la singolare formula politica che aveva portato all'approvazione in consiglio comunale grazie ai voti delle opposizioni più il sindaco mentre quasi tutto il gruppo consiliare M5S si è astenuto. Segno che si avvicinano le elezioni regionali ma anche la nomina di chi dovrà guidare il porto: il fronte traversale anti-Gallanti sta facendo di tutto per impedire che sia lui il prescelto, ovvio che almeno fino al decreto ne vedremo delle belle.

Poteva finire così la litigata fra i due Palazzi delle istituzioni-chiave della città? Certo che no. Ed ecco che ieri, proprio sventolando tanto gli uni come gli altri il dossier di Ocean Shipping Consultants, c'è stato un fuoco incrociato di mail fra Palazzo Civico e Palazzo Rosciano per la convocazione urgente del comitato portuale.

Duello sul comitato portuale

Già a fine mattinata l'Authority, decisamente irritata per le dichiarazioni di Nogarin, aveva annunciato l'intenzione di convocare per domani una conferenza stampa e a stretto giro («nella settimana dopo l'11 maggio») una seduta del comitato portuale. Ma era stata prima l'Authority a deciderla o il Comune a chiederla? Già, perché risulta che in mattinata circolasse a Palazzo Rosciano una lettera del sindaco. Tanto per metterci un carico da undici, alle 18,40 di ieri il sindaco ha deciso rendere pubblica la richiesta di seduta straordinaria del "parlamentino" dell'Authority («non nascondo la mia preoccupazione sulla sostenibilità della Darsena Europa e su quanto interesse tale progetto possa suscitare in potenziali investitori privati»).

Non è stato questo l'unico scambio di cortesie fra Comune e Authority. In un'altra dichiarazione alla stampa, il sindaco Nogarin aveva rimproverato a Palazzo Rosciano di convocare il comitato portuale deliberatamente in date che si sovrappongono alle sedute del consiglio comunale così da impedirgli di far sentire il proprio dissenso su scelte importanti. Palazzo Rosciano affida la replica ad alcune cifre: da quando il nuovo sindaco è stato eletto il comitato portuale è stato convocato otto volte, cinque volte Nogarin è stato presente, una volta ha delegato l'assessore Martini e due volte è stato assente e non ha delegato nessuno.

Controreplica di Senza Soste

Nel frattempo è arrivata la replica di Senza Soste, il sito web vicino all'arcipelago delle sinistre radicali che aveva rilanciato l'indiscrezione relativa alla bocciatura da parte dell'euro-banca Bei. Nella controreplica si fa riferimento a fonti finora «sempre precise e puntuali su questa vicenda» ma non si aggiungono elementi che diano riscontro a quanto era stato riferito come voci e indiscrezioni, semmai si riprende il filo di alcune critiche: 1) Gallanti agisce in “prorogatio” e quindi con «poteri ordinari e non certo di bandire il più grosso progetto nel nostro porto»; 2) la leva di finanziamento della Bei «è di 1 a 15» e i soldi pubblici «si limitano ai 50 milioni del governo» perché «la maggior parte degli altri 400» (Regione e Authority) sarebbero solo come «garanzia ad un prestito bancario in una grande operazione di project financing in cui il perno sarà il privato che dovrà portare cospicui investimenti (dai 180 milioni iniziali sono arrivati ad ipotizzarne circa il doppio)».

Sul ring Gazzetti-Nogarin

Già nel pomeriggio, comunque, il ring si era allargato: protagonista Francesco Gazzetti, volto noto del tg di Granducato e ora candidato "dem" alle regionali. «Da cittadino e da giornalista, ancor prima che da candidato, mi chiedo come sia possibile disquisire e rilanciare notizie da verificare che potrebbero avere un impatto negativo su un progetto dal quale dipende il futuro occupazionale di Livorno?». Gazzetti non se la prende granché con la testata on-line che ha raccolto la voce ma – aggiunge – «non credo che questo sia invece accettabile da un sindaco e da una partito politico come Movimento 5 Stelle»: chi è chiamato a «ricoprire un ruolo di governo ed anche di indirizzo politico non se lo può davvero permettere». Gazzetti invita poi il sindaco a commentare il post pubblicato dal M5S che suona «a dir poco imbarazzante per lo stesso sindaco Nogarin» (che votò a favore): in quel Prg, dice il blog grillino, c'è una «orrenda speculazione edilizia». Per l'esponente Pd il sindaco «sembra personalmente animato da buone intenzioni» ma finisce poi per «vedere la propria azione, quella per la quale è e sarà giudicato dai livornesi, imbrigliata se non addirittura ostacolata non si capisce da chi, dato che in consiglio comunale dispone di un'ampia maggioranza».

È un distinguo che dev'esser piaciuto poco proprio al sindaco Nogarin: lo ripete sul proprio profilo Facebook sottolineando che lui ha parlato non della Bei bensì di Ocean Shipping Consultants. E giù la controstoccata: «Chi gioca a mettermi in bocca parole che non ho mai pronunciato lo fa con un disegno ben preciso: spostare l'attenzione dalla vera questione che è quella di un possibile mancato interesse dei privati a investire sulla Darsena Europa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web