Il Tirreno

Livorno

21 avvisi di “espulsione” dagli alloggi popolari

di Juna Goti

Sono stati inviati a chi ha superato il reddito convenzionale di 35.000 euro Hanno 15 giorni di tempo per rispondere. Dhimgjini: azione di giustizia sociale

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LIVORNO. Il Comune ha inviato 21 lettere ad altrettanti assegnatari di case popolari per avvisarli che, stando agli accertamenti degli uffici, non hanno più i requisiti necessari per vivere all’interno dei rispettivi alloggi popolari. E che quindi, se non presenteranno entro quindici giorni una documentazione che dimostra il contrario, dovranno lasciarli. Non solo: le lettere spedite per ora sono 21, ma le famiglie che avrebbero superato il reddito convenzionale (seppure con scostamenti ridotti rispetto ai primi 21) sono in tutto 94.

Gli avvisi-ultimatum sono stati inviati il 22 aprile in zone diverse della città, da Shangai a Fiorentina. E in piena emergenza casa – tra sfratti, occupazioni e attuazione dei piani di recupero – la voce si è sparsa in fretta. Dal Comune confermano. «L’ufficio casa – spiegano dal municipio – il 22 aprile ha mandato 21 lettere ad assegnatari che superavano il reddito convenzionale di 35.000 euro», in cui «si dice di produrre entro 15 giorni le eventuali controdeduzioni e osservazioni».

«Sono lettere – chiariscono dagli uffici – che aprono un procedimento, non sono ultimative. I diretti interessati possono fare tutte le verifiche del caso e rispondere». Insomma, «non devono lasciare l’alloggio entro 15 giorni». Ma comunque «dopo che l’ufficio avrà valutato tutte le controdeduzioni, se effettivamente i nuclei risulteranno fuori parametro, si procederà con gli atti per il recupero coattivo».

Le lettere sono state mandate a chi ha superato il limite di reddito convenzionale consentito «per almeno due anni consecutivi»: le verifiche sono state fatte tra il 2012 e il 2013, come si legge negli avvisi recapitati nella cassetta della posta (e inviati per conoscenza anche a Casalp).

«Questi 21 casi – confermano poi da Palazzo Civico – fanno parte di un elenco di 94 casi di persone che hanno il reddito convenzionale superiore a 28.000 euro». Ovvero il limite di reddito convenzionale complessivo consentito (che, attenzione, è diverso dal semplice reddito e tiene di conto anche di vari aspetti familiari). Per le famiglie che stanno tra i 28.000 e i 35.000 euro «la giunta si è riservata di valutare ulteriormente prima di procedere».

A questo proposito dagli uffici evidenziano che, essendo a cavallo tra la vecchia e la nuova legge che regola il settore, i tecnici sono in attesa di una comunicazione della Regione, che potrebbe chiedere di valutare i casi non sulla base del reddito convenzionale ma dell’Isee.

Restano le 21 lettere e il chiaro avviso a chi non ha più i requisiti per vivere nella casa popolare.

L’assessore al sociale, Ina Dhimgjini, aveva annunciato la stretta a inizio aprile, in un’intervista rilasciata al Tirreno sulle linee del piano casa.

«Chi non ha più i requisiti – commenta oggi – deve consegnarci le chiavi degli appartamenti popolari. È un’azione di giustizia: chi supera il reddito deve lasciare l’alloggio in modo da garantire la rotazione degli immobili. Gli alloggi Erp devono essere lasciati a chi ha ancora i requisiti o dati a chi ha più bisogno».

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