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Livorno

Tfr in busta, l'imprenditore: «Così togliamo risorse alle aziende»

Giuseppe Ponzi
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Giuseppe Ponzi

Il dirigente di Confindustria Giuseppe Ponzi è perplesso: "Il finanziamento Inps è tutto da verificare"

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«Se si tiene conto della situazione del mercato, è naturale che un po’ di preoccupazione l’abbiamo. In sostanza, viene a mancare una liquidità nel momento stesso in cui dalle banche è sempre più difficile avere finanziamenti, e gli effetti positivi sui consumi sono tutti da verificare». È perplesso Giuseppe Ponzi, presidente del comitato regionale delle piccole e medie imprese che fanno parte di Confindustria Toscana:una serie di dubbi che non vengono alleggeriti dalla convinzione che saranno abbastanza pochi i lavoratori intenzionati ad aderire a questa possibilità.

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Lei, oltre che dirigente di Confindustria, è anche un imprenditore con un’azienda che lavora per la pubblica amministrazione: cosa pensa dell’anticipo del Tfr?

«Sinceramente, non credo che sia una novità che incida più di tanto sull’economia del nostro Paese. Mentre per quanto riguarda le piccole e medie imprese toscane dovranno fare i conti con una liquidità che verrà a mancare, cosa che comporterà delle difficoltà».

Quando si parla di Tfr, va anche considerato che sono comunque soldi appartenenti ai lavoratori.

«È vero che sono soldi dei dipendenti, ma è altrettanto vero che le imprese ci lavorano: tenendo conto della situazione del credito, con tante risorse erogate dalla Bce, ma che hanno difficoltà ad arrivare poi alle imprese, non nascondo che siamo un po’ preoccupati».

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Ma il Tfr erogato mensilmente non può servire anche a voi, magari perché aiuta le famiglie a spendere di più?

«C’è la speranza che, come nel caso degli 80 euro erogati dal governo ai lavoratori con i redditi più bassi, si riesca a rilanciare i consumi. Questo è l’auspicio, ma io ho qualche dubbio. Non solo, perché se si otterrà appunto un rilancio dei consumi saranno le imprese a pagarne lo scotto: per loro sarà infatti una forma di autofinanziamento, visto che, come dicevo prima, pur trattandosi di soldi dei dipendenti, il Tfr serve per garantire una certa liquidità. E si può creare una situazione paradossale perché, se le risorse mancheranno, le imprese andranno a chiederle solo nel caso in cui ci sia un aumento dei consumi legato alla ripresa della domanda sia interna che estera. Insomma, siamo davanti al classico cane che si morde la coda»

Se le imprese avranno difficoltà è comunque previsto un “paracadute” sotto forma di finanziamento agevolato garantito dall’Inps.

«Questa è una novità, vedremo come funzionerà e giudicheremo. Temo che molti ricorreranno comunque alla liquidità bancaria».(s.b.)

 

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