Il Tirreno

Livorno

Oltre 70 film e quasi 200 testi per la kermesse choc

Porquier: il festival ha fatto centro per la sua trasversalità

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«L’edizione 2015 del “Fi-Pi-Li Horror Festival” ha funzionato nella trasversalità della sua proposta artistica: le molte declinazioni - quella cinematografica, quella letteraria, quella teatrale e quella musicale - si sono ben omogeneizzate tra loro». Parola di Alessio Porquier (Il Teatro della Cipolla) all’indomani della conclusione della maratona del terrore che ogni anno caratterizza la primavera della città labronica.

Gli organizzatori parlano di massiccia partecipazione ai due concorsi, video e letterario, abbinati al festival: ben 77 film e 190 elaborati letterari sono pervenuti alla segreteria della kermesse, spediti non solo da tutta Italia (da Sciacca a Rovereto, per intendersi), ma anche da Berlino e Parigi, trattandosi di lavori concepiti da italiani residenti all’estero che poi hanno preso l’aereo per partecipare al festival della paura di Livorno.

«Dal punto di vista organizzativo – spiega - è stata una bella sfida riuscire a garantire la tenuta di una manifestazione che si svolgesse contemporaneamente in così tante location, cioè il Nuovo Teatro delle Commedie, il cinema 4 Mori, la Fortezza Vecchia, gli Asili Notturni e via dicendo. Anche se un appuntamento è stato rimandato a data da destinarsi per ragioni assolutamente nobili e incontrovertibili, il palinsesto ha tenuto bene».

L’edizione 2015 ha salutato la vittoria, per la prima volta, di un regista livornese: Mattia Querci, salito sul podio più alto col suo “Flu”. Anche il concorso letterario ha consegnato la prima posizione a una livornese, ovvero Barbara Codevico, autrice del racconto “Dizionario”, mentre nella sezione “poesie” ha dettato le regole “Latte”, firmata da Vanessa Margiotta di Sciacca. Da rilevare che quest’anno fossero in concorso altri cinque clip, oltre a quello vincitore, diretti da altri autori livornesi, vale a dire Vivaldi, Lunardi, Rizza, Casa e Bianchi.

«Anche nel corso di quest’ultima edizione abbiamo vissuto – ha osservato Porquier – dei momenti eccezionali. Basti pensare ai “masterclass” con Claudio Simonetti o col quartetto noir Scerbanenco, Carlotto, Riccardi e Simi alla libreria Belforte, tanto per citarne un paio. Sono esperienze che ci hanno inorgoglito e che si ricordano per tutta la vita». «In cuor nostro – questa la chiosa del direttore organizzativo – ci sentiamo di poter dire, considerato l’appoggio istituzionale, artistico e imprenditoriale che abbiamo ricevuto da parte di tanti soggetti, che quest’anno il festival abbia messo tutti d’accordo. Ringraziamo di cuore il Comune di Livorno, l’Autorità Portuale, l’Università di Pisa, i Camminatori Folli, i teatri e i cinema, le associazioni artistiche e culturali, gli imprenditori, la stampa tutta. E, se non abbiamo nominato direttamente qualcuno, in realtà è come se l’avessimo fatto».

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di Redazione web