Il Tirreno

Livorno

Scuola, lezione su Teresa Mattei

Scuola, lezione su Teresa Mattei

Gli alunni delle Carducci incontrano il figlio e la sorella della partigiana

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LIVORNO. Una mattinata intensa per i bambini della scuola elementare Carducci di Ardenza: gli alunni delle classi 2A, 3A, 3B e 5B hanno infatti incontrato il figlio e l'anziana sorella dell'ex partigiana - nonché parlamentare del Pci e donna più giovane dell'Assemblea Costituente- Teresa Mattei. Rocco Muzio e Ida Mattei, hanno parlato con gli alunni in rappresentanza della “Lega per il diritto dei bambini alla comunicazione”, l'associazione fondata dalla stessa Mattei nel 1987: impegnata per tutta la vita a fianco delle donne e dei bambini, Teresa fu infatti dirigente nazionale dell'Unione Donne Italiane e fondò, insieme alla democristiana Maria Federici, l'Ente per la Tutela morale del Fanciullo.

Ed è proprio ricordando l'articolo 3 della Costituzione, alla stesura del quale la mamma contribuì attivamente, che Rocco si rivolge agli alunni: «Mia madre diceva sempre che ogni bambino che nasce in Italia appartiene prima di tutto alla nazione, e non alla mamma o al papà: le sue idee sono le più importanti, ed è in grado di autodeterminarsi e di scegliere per sé. Ecco perché insistette lungo tutta la sua vita affinché fosse inserito anche il limite di età nell'articolo della Costituzione che sancisce l'uguaglianza dei cittadini. Siete voi che potete cambiare questo mondo».

Tante le domande degli alunni, molte stimolate dalla proiezione di un breve documentario Rai sulla vita e sulla militanza partigiana di Teresa: in molti chiedono se Ida abbia mai combattuto in prima persona i fascisti, a fianco della sorella, e se mai abbia sparato a qualcuno. «Sono tanti anni che faccio questi incontri- spiega Rocco- e non ho mai trovato difficoltà o differenze, l'interesse e la curiosità dei bambini sono gli stessi anche dopo 30 anni: a quest'età sono aperti e spontanei, le difficoltà nascono alle superiori, quando cominciano a mediare».

Poi gli omaggi a una commossa Ida, prima la mimosa e i papaveri, in omaggio alle donne (è sempre alla sorella Teresa che si deve la mimosa come simbolo della Festa della donna) e ai partigiani, poi il canto di Bella Ciao. Un applauso e un ricordo commosso anche a Garibaldo Benifei, «grande amico di mia madre, uomo valoroso con cui abbiamo condiviso tante battaglie e progetti» ha ricordato ancora Rocco.

«Teresa ricordava sempre che senza le donne la Resistenza non sarebbe esistita- concludono Ida e Rocco- hanno aiutato gli uomini cucendogli i vestiti, nascondendo gli ebrei, fino a sostituirsi agli uomini catturati o uccisi».

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di Redazione web