Il Tirreno

Livorno

dopo lo sciopero, la giunta contrattacca

«Meno soldi per i bus Colpa dei tagli choc del governo al Comune»

LIVORNO. «L'amministrazione comunale, fin dall'inizio, è stata consapevole di come i tagli al bilancio, compreso quello della mobilità, avrebbero comportato dolorosi disagi alla cittadinanza». A...

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LIVORNO. «L'amministrazione comunale, fin dall'inizio, è stata consapevole di come i tagli al bilancio, compreso quello della mobilità, avrebbero comportato dolorosi disagi alla cittadinanza». A dirlo è Palazzo Civico in una nota sullo spinoso caso dell’azienda bus Ctt. Dopo aver rilevato che si è trattato di una «scelta, sofferta ma inevitabile» causata dai tagli delle risorse agli enti locali decisi dal governo «nel caso del Comune di Livorno quantificabile in 31 milioni di euro», ricorda che la piattaforma dello sciopero parlava di «risolvere alcune problematiche legate allo stato di assoluta inefficienza del parco veicolare, la mancanza di rapporti sindacali e una difforme organizzazione del personale in diversi settori aziendali rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale». Quindi – si sottolinea – «uno sciopero indetto nei confronti dell'azienda, mentre a Livorno, alcune sigle sindacali hanno invece deciso di indirizzare lo sciopero verso l'Amministrazione Comunale, esprimendo preoccupazioni su come i tagli per 400mila euro al trasporto pubblico locale e il conseguente minor chilometraggio si potessero tradurre in una perdita di posti di lavoro», questo nonostante la stessa Ctt, come fatto in precedenza dal Comune, abbia smentito tale ipotesi.

Sull’incontro tra il sindaco Nogarin e l'assessore Gordiani e i sindacalisti, lo si definisce «fruttuoso e propositivo». In tale sede è stato preso l’impegno di «indire un tavolo permanente sulle questioni della mobilità sostenibile e del trasporto pubblico locale tra Comune, azienda e sindacati», oltre all’intesa «ad aprire una riflessione sulla questione del trasferimento nel nuovo deposito di via Impastato».

L'assessore Gordiani ritiene che in futuro si deva «combattere il fenomeno dei portoghesi perché potrebbe permettere di recuperare 800.000 euro», mentre «nell'immediato va garantito il controllo delle corsie preferenziali da parte della polizia municipale perché, visto il minor numero di corse possa essere rispettata la velocità commerciale e gli orari».

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