Il Tirreno

Livorno

Manifestazione del Wwf e Fiab

In bici lungo i Navicelli per unire Livorno e Pisa

In bici lungo i Navicelli per unire Livorno e Pisa

LIVORNO. Ìl Canale dei Navicelli che unisce, non solo come via d’acqua, tra Livorno e Pisa. Due gruppi di ciclisti del Wwf, uno livornese, l’altro pisano, infatti si sono dati appuntamento per una...

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LIVORNO. Ìl Canale dei Navicelli che unisce, non solo come via d’acqua, tra Livorno e Pisa. Due gruppi di ciclisti del Wwf, uno livornese, l’altro pisano, infatti si sono dati appuntamento per una pedalata “unitaria” lungo le sponde del canale, reclamando in questo modo un collegamento ciclabile tra le due città, ma anche semplicemente tra Livorno e il Calambrone, dove invece parte la pista ciclabile per Tirrenia.

La “biclettata” tra Pisa e Livorno lungo il Canale dei Navicelli si è svolta il primo maggio. La pedalata è stata organizzata dalla Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) e dal WWF Pandaciclisti di Livorno in collaborazione con Fiab Pisa, Navicelli S.p.A. e Unione Canoisti Livornesi.

La mattina una quindicina di livornesi sono partiti con le loro bici dalla stazione di Livorno, e col treno hanno raggiunto Pisa. Qui si sono uniti a circa 50 amici della Fiab Pisa e, guidati dall'ingegner Caridi della Navicelli S.p.A., hanno pedalato lungo l'intero percorso, circa 17 km, che costeggia il canale dei Navicelli fino al "Rotondino" del Calambrone. dove, come spiega Diana Prince, del Wwf Livorno, la pista “si inchioda per mancanza di un collegamento con la terra ferma”. Un breve tratto del percorso ciclabile, ha spiegato l'ingegner Caridi, è stato realizzato, in via sperimentale, con una pavimentazione particolare grazie al progetto Life Cleansed del CNR, usando i fanghi dragati che sono stati decontaminati con un metodo biologico e chimico, che rappresenta il primo esempio del genere in Europa.

A circa metà percorso a Tombolo, alla struttura della Navicelli S.p.A., i ciclisti sono stati accolti dai Canoisti livornesi che hanno messo a disposizione le canoe e i loro consigli per chi si voleva cimentare con le loro imbarcazioni. Ormeggiata lungo il canale al Tombolo c'era anche Jellyfish, una serra modulare costruita su una piattaforma galleggiante, sistemata nella fase sperimentale lungo la banchina grazie ad una convenzione con Navicelli spa. La struttura è nata dall'idea di due architetti veneti, Cristiana Favretto e Antonio Girardi e del professore fiorentino Stefano Mancuso come arma per combattere la fame nel mondo e sarà presentata a Expo2015. E si è già aggiudicato il secondo posto nel concorso mondiale delle Nazioni Unite "Ideas for Change Award".

Dopo la pausa al Tombolo rinforcate le bici i ciclisti pisani e livornesi giunti al Calambrone, in un crocevia tra il Fosso Scuro, il Fosso Chiaro, lo Scolmatore e il Canale dei Navicelli, si sono salutati.

Così mentre i pisani sono tornati indietro, i livornesi hanno proseguito verso Stagno e hanno raggiunto Livorno lungo percorsi ancora poco sicuri per le bici.

“I pisani ragionano in termini di sviluppo, di progresso - nota in conclusione Prince - al contrario di noi che siamo immobili da decenni. Eravamo cittadini con la scorza che sapeva di salmastro, ora puzziamo di acqua stagnante. Il canale ha unito noi amanti della bicicletta; auguriamoci che unisca anche le amministrazioni in una sinergia positiva. Il tempo dei nostri politicanti addormentati sugli scogli è passato; quelli in carica - ha concluso - ci facciano percepire che sono di un nuovo corso, a costo di sembrare pisani”.

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