Gioco
E intanto spunta il fantasma dell’astensionismo record come in Emilia
I settanta candidati in lizza in sede locale per il voto regionale vanno a caccia di voti. Ma prima ancora degli avversari politici devono vedersela con il fantasma dell’astensionismo. Non...
I settanta candidati in lizza in sede locale per il voto regionale vanno a caccia di voti. Ma prima ancora degli avversari politici devono vedersela con il fantasma dell’astensionismo. Non dimentichiamo che l’ultimo round alle urne è stato il ballottaggio dell’8 giugno scorso nel voto per il sindaco e la metà degli elettori (49,5%) rimase a casa. E non è che nelle consultazioni precedenti i cittadini abbiano sentito un gran voglia di correre alle urne. Basti dire che, nonostante l’amplissimo ventaglio di liste, al primo turno delle Comunali 2014 il 33,9% dell’elettorato girò alla larga.
Le elezioni regionali, d’altronde, hanno spesso messo in vetrina un’astensione ancor più alta rispetto agli altri tipi di voto: figurarsi che già alle regionali 2010 il non-voto arrivava al 44,6%, cinque anni prima era al 31,5% e nel 2000 sfiorava già la soglia del 30 per cento. Fino al ’94 non andava a votare meno del 10% dell’elettorato livornese (unica eccezione le Comunali ’90). Il salto nel ’99: in un sol colpo l’astensionismo balza dal 17% a quasi il 30%. Solo le politiche infiammano ancora un po’ i votanti...
È spesso la risposta dell’elettorato di fronte a un qualche vuoto nell’offerta di alternative politiche: è concreta l’eventualità di ritrovarsi a uno scenario simile a quello dell’Emilia Romagna dei mesi scorsi con una vittoria annunciatissima di Stefano Bonaccini ma con i votanti al 37%.
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