Il Tirreno

Livorno

«Solo Livorno non vuole il mercatino del Forte»

di Giulio Corsi

Doveva aprire domenica a Porta a mare. Il Comune: non è stata fatta la richiesta Ma il consorzio accusa: «L’amministrazione ha subìto le pressioni dei sindacati»

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LIVORNO. Avevano già preparato la pubblicità sulle radio e sui giornali. E il camion con il cartellone che annunciava per domenica l’arrivo del mercatino di Forte dei Marmi a Porta a Mare, nell’area davanti alla Coop e a Unieuro, aveva già iniziato a girare per le strade della città. D’un tratto però è arrivato l’alt: il Comune ha negato l’autorizzazione e domenica i banchi degli ambulanti versiliesi, diventati famosi in tutta Italia ma anche all’estero per i loro prodotti glamour esclusivamente Made in Italy, non ci saranno.

La richiesta non ha rispettato i tempi. «Non è stata presentata la regolare richiesta prevista almeno sessanta giorni prima dell’evento - spiega l’assessore al commercio Paola Baldari -. La pratica non è arrivata neanche sul mio tavolo, si è fermata agli uffici perché non rispettava i tempi previsti dalla normativa comunale. Si tratta di una tempistica che abbiamo definito in due mesi, poiché spesso ci arrivavano richieste con una settimana di anticipo rispetto agli eventi, col risultato di ingolfare gli uffici e soprattutto col rischio che venissero date autorizzazioni frettolose».

Solo a Livorno troviamo problemi. La regola è chiarissima, e gli ambulanti del Forte non l’avevano rispettata. Ma il consorzio versiliese qualche freccia velenosa contro il Comune la scaglia lo stesso. E nel mirino, oltre a palazzo civico, ci finiscono le associazioni di categoria del commercio, Confcommercio e Confesercenti.

«Dal Comune ci hanno detto che serviva un preavviso diverso e ne prendiamo atto, prepareremo subito le carte per tornare a giugno - dice il presidente del consorzio Nevio Lorenzoni -. Però non possiamo nascondere che ogni volta che veniamo a Livorno riscontriamo problemi che nella maggiorparte delle altre città non troviamo. L’anno scorso abbiamo fatto due date di grande successo in piazza XX Settembre, al punto che i commercianti della zona ci hanno invitato a tornare ma la terza volta abbiamo trovato diversi ostacoli, anzi per dirla tutta un vero e proprio veto da parte di Confcommercio. Adesso lo stesso atteggiamento si è ripetuto: noi abbiamo presentato una normalissima Dia di inizio manifestazione e ci è stata respinta. Nella stessa area però, che tra l’altro è privata, ci risulta che negli ultimi mesi siano stati fatti diversi mercatini artigianali, ma comunque a fini commerciali, che hanno avuto l’autorizzazione con la stessa Dia che a noi è stata rifiutata».

Due pesi e due misure? Sulla questione l’assessore Baldari replica sottolineando che si trattava di mercatini dell’ingegno, ma Lorenzoni non è della stessa opinione: «Non vogliamo fare polemica, ma qui si fanno due pesi e due misure. Questa scelta del Comune nasce a nostro avviso da una pressione delle associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, che ci stupisce. A parte il fatto che molti di noi sono iscritti a Fiva e Anva, non crediamo che nostra presenza un giorno all’anno tolga lavoro ai commercianti livornesi. E invece la sensazione è che il Comune ci abbia negato l’autorizzazione dopo il veto posto dalle associazioni di categoria della città. E pensare che ovunque andiamo siamo considerati comunque un evento per la città: qui domenica, proprio a Porta a Mare, ci sarà la regata del Tan, la nostra presenza sarebbe stata un’opportunità in più da dare a livornesi e forestieri. Domenica scorsa ad Arezzo abbiamo avuto 20mila visite, siamo richiesti in tutta Italia e anche all’estero. A Livorno invece qualcuno non ci vuole: quegli stessi sindacati che così facendo proteggono i mercati invasi dalle merci cinesi».

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