Il Tirreno

Livorno

Entro la fine di settembre sarà svuotata la Chiccaia

di Juna Goti
Entro la fine di settembre sarà svuotata la Chiccaia

Riunione tra l’assessore e gli assegnatari: ecco le tappe del maxi trasloco Il blocco verso demolizione e ricostruzione. «Ma dobbiamo accorciare i tempi»

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LIVORNO. Entro il 30 settembre il vecchio blocco popolare della Chiccaia sarà svuotato. Questa, almeno, è l’intenzione. E il primo punto fermo rispetto al piano di recupero che interessa il quartiere, e non solo.

Tempi e modi del trasloco di oltre sessanta famiglie (più gli occupanti senza titolo e il gruppo dei proprietari che negli anni hanno comprato la casa popolare) sono stati snocciolati ieri mattina nel corso dell’incontro tra l’assessore al sociale, Ina Dhimgjini, e gli abitanti dello storico blocco. Abitanti che in occasione dell’ultimo consiglio comunale si erano presentati in massa nei corridoi di Palazzo Civico proprio per chiedere certezza sui tempi di un trasferimento atteso ormai da anni.

«Siamo soddisfatti perché l’assessore ha dato tempi e date certe rispetto al trasferimento e anche risposte chiare sulla continuazione del piano di recupero», dice subito dopo l’incontro Simonetta Pampaloni, in rappresentanza degli assegnatari. «Entro il 30 settembre – spiega – a 36/37 famiglie saranno consegnate le case nuove nell’isolato Giardino, in Corea: l’assessore ci ha spiegato che i lavori saranno ultimati entro il 10 maggio, poi serviranno i tempi tecnici per i collaudi. Nel frattempo inizieranno le visite accompagnate ai nuovi appartamenti».

Quanto alle 30 famiglie della Chiccaia destinate invece alla Padula, «hanno già visto gli alloggi e dovrebbero andare via tutte entro la fine di maggio».

«Nel corso dell’incontro – conclude Pampaloni – l’assessore al sociale ha confermato anche che abbattere e ricostruire il blocco della Chiccaia è l’unica strada percorribile».

Ina Dhimgjini conferma: «L’obiettivo è di trasferire tutte le famiglie entro il 30 settembre. A dire il vero ho sollecitato gli uffici e spero che si possa fare anche prima, per recuperare almeno in parte i lunghi periodi di attesa per i fallimenti delle ditte costruttrici».

Nel blocco della Chiccaia vivono anche 7 famiglie che negli ultimi mesi, in piena emergenza sfratti e crisi occupazionale, hanno deciso di sfondare e di occupare le case già murate da Casalp. «In questi casi – dice l’assessore – non potremo che procedere allo sgombero: affronteremo i vari casi con delicatezza, ma è questo che prevede la normativa». Capitolo a parte per i cinque ormai storici occupanti senza titolo di altrettanti alloggi del blocco: «Non hanno diritto alla casa nuova, ma dovrebbero andare negli alloggi di risulta come previsto dall’articolo 17 della legge 96/’96 per le situazioni emergenziali».

E i nove proprietari che negli anni hanno comprato la casa popolare? «Seguiranno il percorso dell’equo indennizzo per espropriazione per pubblica utilità», risponde l’assessore. In altre parole saranno espropriati. L’Asppi, però, ha ricordato a più riprese che molti di questi proprietari avevano già chiesto alle passate amministrazioni di seguire una via alternativa: nuova casa popolare pagando un affitto anziché ricevere l’indennizzo. «Dovrà essere valutato – dice Dhimgjini – alla luce delle disponibilità immobiliari. Verificheremo se sarà un percorso fattibile. L’obiettivo è comunque di risolvere la situazione in parallelo con i trasferimenti delle altre famiglie».

E il futuro del blocco della Chiccaia? Di fronte al taccuino l’assessore parla ancora di ipotesi sul piatto e di verifiche da fare, ma conferma che l’amministrazione sta seguendo la strada della demolizione e ricostruzione, «scelta strategica, individuata così dagli uffici». Ma «in un quadro di lavoro che prevede anche di risolvere la situazione degli alloggi popolari di via Giordano Bruno, per non perdere i finanziamenti regionali». E «con lo sforzo di accelerare i tempi della ricostruzione dopo la demolizione del blocco della Chiccaia, dove purtroppo le case passerebbero da 126 a 54, e questo è un problema». Non è esclusa, per ora, l’ipotesi dell’edilizia prefabbricata già emersa in consiglio comunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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