Il Tirreno

Livorno

Emergenza casa, il Comune premia chi rinuncia a occupare

Una casa occupata
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Una casa occupata

Livorno, «Chi lascia pacificamente l’alloggio sarà incluso nelle procedure dell’emergenza». Da dicembre eseguiti tredici sgomberi per occupazione abusiva di case popolari

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LIVORNO. Chi lascerà in maniera pacifica l’alloggio occupato abusivamente sarà incluso nelle procedure di emergenza abitativa. È questa l’ultima che arriva da Palazzo Civico sul fronte dell’emergenza casa.

«Il Comune – premettono dal Palazzo – ha eseguito dal 3 dicembre 2014 al 27 aprile 2015, 13 ordinanze di sgombero per occupazione abusiva di alloggi popolari. In più è stato eseguito un provvedimento emesso da tempo nei confronti di un occupante senza titolo rimasto nell'alloggio precedentemente assegnato ai genitori deceduti: una persona che tra l'altro è proprietaria di una casa idonea al proprio nucleo familiare».

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«L'azione decisa nei confronti degli occupanti abusivi – dice l’assessore Ina Dhimgjini – ha consentito di porre un freno al dilagare delle occupazioni abusive e di non portare al collasso il sistema delle assegnazioni. Questa azione – aggiunge – è stata condotta con decisione e umanità dalla polizia municipale, che ringrazio, accompagnata da una linea ben precisa, adottata dall'ufficio programmazione e servizi per il fabbisogno abitativo, in accordo con le decisioni assunte dalla commissione comunale per l'emergenza abitativa».

Detto questo, ecco la novità che non passa inosservata: la commissione comunale per l'emergenza abitativa, fa sapere Dhimgjini, «ha prospettato un percorso che consentirà in futuro l'inclusione nelle procedure di emergenza abitativa per quei nuclei familiari che, in maniera pacifica, abbiano collaborato al rilascio dell'alloggio occupato. E ha consentito non solo l'esecuzione delle ordinanze di sgombero, ma anche il recupero di alloggi i cui occupanti abusivi si presentano spontaneamente in ufficio per consegnarne le chiavi». Due sono stati recuperati così, mentre una terza occupante avrebbe prodotto una dichiarazione d'intenti con cui si impegna a rilasciare l'alloggio nel più breve tempo possibile.

Pur nelle difficoltà organizzative dell'ufficio – scrivono ancora Comune – «l'azione di liberazione degli alloggi occupati sarà portata avanti predisponendo di mese in mese calendari che prevedano almeno una esecuzione alla settimana». Le occupazioni – ricostruiscono dal Comune – si sono intensificate nell’aprile del 2014, nella zona di via Giordano Bruno, per poi estendersi ad altre zone della città, soprattutto nel blocco della Chiccaia a Shangai, ma anche alla Leccia. Già all'inizio dell'estate del 2014 il Comune era riuscito a liberare alcuni alloggi occupati, che erano già stati assegnati attraverso la graduatoria delle case popolari l’emergenza abitativa ad altri aventi diritto.

«Dopo una riorganizzazione delle procedure – riferiscono – a dicembre si sono intensificate le azioni di rilascio coattivo degli alloggi occupati. Da quel mese, praticamente ogni settimana si è provveduto ad eseguire un provvedimento di sgombero». «La programmazione di queste azioni – conclude l'assessore Dhimgjini – ha consentito l'evolversi di una nuova sensibilità verso il rispetto della funzione pubblica dell'Erp, ma soprattutto del percorso di inclusione sociale che l'amministrazione comunale sta portando avanti con costante e deciso impegno».

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