La protesta
Prigioniero dentro casa, «Colpa delle auto abusive»
Livorno, esposto dei condomini dello stabile di via Lamarmora 19 alla Procura. Il sopralluogo del Comune: «situazioni pericolose per la pubblica incolumità»
LIVORNO. Geraldo Parrella da mesi non può aprire la finestra che dà sul suo cortile, in via Lamarmora 19, tra il Pontino e San Marco. «Sono prigioniero dentro casa e non so come tornare ad essere libero», dice sfogliando l’album di fotografie sulle quali, in alto a destra, ha inciso la data dello scatto.
Nelle foto compaiono una dietro l’altra decine di auto parcheggiate con il muso, o peggio ancora con la parte posteriore del veicolo, a pochi centimetri da un’inferriata. «Questa prosegue Parrella - è la finestra della cameretta che con mia moglie abbiamo allestito per ospitare nostro nipote quando viene a dormire da noi. Ma stiamo pensando seriamente di non invitare più il bimbo a casa per evitargli danni alla salute per colpa dei tubi di scappamento».
Le ragioni di questa situazione kafkiana dove si conoscono gli effetti senza raggiungere mai la ragione, ha cercato di spiegarle l’amministratore del condominio, in un paio di esposti inviati anche alla Procura della Repubblica. Scrive nel documento firmato a metà gennaio. «A seguito dei lavori di esecuzione di ripavimentazione della strada che da via Lamarmora esce in via Torretta è stato alzato il livello del terreno di almeno 50 centimetri creando non pochi disagi ai proprietari degli appartamenti al piano terra del condominio, ai quali è stata ridotta notevolmente l’altezza delle finestre».
Già nel precedente esposto - scrive l’amministratore - «è stata richiesta l’installazione di dissuasori per non far parcheggiare le auto davanti alle finestre al piano terra». Il problema è appunto che per quello che sostengono gli abitanti del condominio la ditta che ha fatto i lavori, abbiamo cercato di contattarla ma non ci siamo riusciti e per questo non scriviamo il nome, ha eseguito i lavori senza chiudere l’accesso al piazzale che è diventato oggi «un parcheggio abusivo».
L’unica risposta arrivata dopo le lamentale dei residenti è stata quella del Comune. «Sono presenti - si legge nella relazione - situazioni pericolose per la pubblica incolumità che devono essere messe in sicurezza prima dell’acquisizione delle opere al patrimonio comunale e la conseguente apertura al pubblico del parcheggio». Che però dalle foto sembra già parto e molto frequentato, tanto da togliere il fiato.
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