Il Tirreno

Livorno

Esordio no del TuPassi tra maxifile e proteste

di Roberto Cestari
Esordio no del TuPassi tra maxifile e proteste

La colonna della gente in attesa è arrivata addirittura fuori dei locali del presidio La nuova procedura è risultata macchinosa: «Così ho fatto due volte la coda...»

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Doveva servire a snellire le code e facilitare gli accessi degli utenti agli sportelli e ai servizi del poliambulatorio, in particolare ai prelievi, ma il suo esordio è stato a dir poco un flop, visto che, come ha scritto qualcuno su Facebook "Così si è fatto la fila per due volte: solo in Italia si prende l’appuntamento per prendere l’appuntamento...".

Complice una novità obiettivamente dura da digerire per chi ha i capelli bianchi (ma non solo), una dislocazione abbastanza infelice e il fatto che c'era da capire le procedure, e alla fine, che nonostante ci fossero due macchinette in funzione ne è stata usata soprattutto una sola, il nuovo totem "TuPassi" installato al Cup di viale Alfieri, anziché eliminare le code, ne ha create di nuove. Che oltretutto arrivavano ben fuori dei locali del poliambulatorio. «Meno male che almeno oggi non piove» ha considerato a questo proposito Marco Zanotti, in attesa con la compagna che doveva prenotare un esame medico.

E se il signor Zanotti se l'è presa con una buona dose di filosofia, altri di filosofia ne avevano a disposizone molta meno. In effetti, dopo che sono fioccate le telefonate al centralino del giornale ma anche i post sui social che denunciavano cosa stava accadendo, è bastato andare al Cup per constatare che quando affermato dai cittadini corrispondeva a verità: gli utenti erano in coda davanti al nuovo totem e la fila arrivava a metà della rampa di accesso al poliambulatorio. E la fila, che si è formata di buon mattino, è andata avanti per diverse ore, finendo per smaltirsi solo dopo le 11, e questo nonostante la buona volontà di due addette dell'Azienda sanitaria che - va segnalato - si prodigavano letteralmente senza fermarsi un attimo per aiutare i cittadini alle prese con la novità e per indirizzarli nel modo giusto.

«Ho fatto le foto alla fila e adesso le posterò su Facebook - annuncia Paolo Palmieri, appena uscito dal poliambulatorio - è inutile girarci intorno, questo sistema non funziona: prima con l'appuntamento andavo direttamente alla stanza per il prelievo dove mi chiamavano, adesso ho dovuto fare lo stesso la fila. Che cranii sono stati a pensare una cosa del genere».

Ed ecco uno dei problemi sollevati, legati al fatto che adesso, chi va al poliambulatorio, deve comunque fare il "check in" (più o meno come quando si va all'aeroporto per prendere il nostro volo). Così la gente si è messa in coda davanti al "TuPassi" installato all'ingresso, col risultato che, alla fine si è formato anche un bell'ingorgo tra chi entrava, chi usciva e chi sostava nei pressi della macchinetta per cercare di capire cosa fare ascoltando le informazioni delle due volenterose addette. Solo in seguito si è saputo dal personale Asl che chi aveva una prenotazione avrebbe potuto usare anche la seconda macchinetta, quella dedicata agli ingressi prioritari (disabili e donne in gravidanza), che così è stata usata in modo molto meno intenso per buona parte del tempo.

Sta di fatto che chi entrava, dove fare questa operazione: strisciata la carta sanitaria elettronica sul totem, poi riceveva un biglietto con indicato l'orario per andare allo sportello e svolgere la sua operazione. Se si trattava di un prelievo, le possibilità erano due: con l'appuntamento si viene chiamati direttamente, altrimenti si deve andare allo sportello e poi rimettersi in attesa. E se è vero che il nuovo sistema in qualche modo "ti chiama", facendo apparire su un monitor le prime lettere del codice fiscale, la cosa per un anziano non è di facile lettura e, soprattutto, chi deve fare un prelievo deve guardare su un secondo monitor, sulla parete opposta a quella del primo, che invece indica quando andare allo sportello. «E' da ieri che combatto con questa macchinetta infernale - commenta Paolo Annarella - questo sistema avrà dei vantaggi, ma al momento sta mettendo in difficoltà soprattutto le persone anziane. Alla fine per un prelievo si devono fare due file ma c'è anche il rischio di guardare il tabellone sbagliato e di perdere il proprio turno».

In effetti le due addette all'accoglienza e informazione, fra la miriade di compiti che si sono dovute sobbarcare, a volte dovevano letteralmente girare le persone per far vedere loro il monitor giusto. «Le novità e la tecnologia vanno bene - aggiunge a questo proposito Antonio Manzo - ma dobbiamo pensare anche alle persone anziane, che sono in evidente difficoltà».

Ma a volte i problemi delle attese sono ben più gravi di un'attesa di una quarantina di minuti: «E' una vergogna, lo scriva - grida quasi fuori di sé Sabrina Beltracchi - dopo aver fatto tutta quella fila vado allo sportello e mi hanno fissato l'appuntamento per la mammografia al 2016: nel frattempo potremmo anche morire, eppure noi paghiamo le tasse tutti i mesi. Possibile che per avere un esame di questa importanza alla fine si debba per forza andare da un privato!».

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