Toscana
«Accuse false e infondate, siamo estranei ai fatti»
LIVORNO. «Accuse false e infondate: non ci entriamo niente con questi fatti e le cifre della presunta evasione dei contributi sono del tutto sballate». Si difendono così i soci della Double srl, la...
LIVORNO. «Accuse false e infondate: non ci entriamo niente con questi fatti e le cifre della presunta evasione dei contributi sono del tutto sballate».
Si difendono così i soci della Double srl, la ditta che si trova in via Pian di Rota e che è al centro di una indagine della Guardia di finanza. L’azienda, la cui amministratrice unica è Gina Venturi, 65anni, è gestita dai soci Fiorenzo, Andrea e Franco Venturi, famiglia di imprenditori originari di Rosignano Solvay e Castiglioncello, da anni attivi in città con una grossa ditta di trasporti che si occupa di deposito, autotrasporto e trasporto di merce varia sia sul territorio nazionale sia all’estero per conto di terzi, e anche di attività di officina e carrozzeria e riparazione e trasformazione di mezzi propri e non, oltre che della loro custodia. Un’ azienda con numerosi dipendenti, tra i 70 e gli 80, e decine di mezzi nel piazzale al Cisternino dove ha la sede. «La Finanza ha sequestrato una nostra casa a Castiglioncello del valore di 250mila euro - dice Andrea Venturi, 42 anni - La cifra di un milione e mezzo di presunti mancati pagamenti di contributi di dipendenti è infondata. È
una cosa che non esiste. Noi lavoriamo onestamente». «Abbiamo ottimi rapporti con le aziende con cui collaboriamo, avendo numerosi contratti, e che ci conoscono per la nostra serietà», aggiunge Venturi senior. Sul caso interviene anche la legale della ditta.
«Non vogliamo dire niente su questa storia se non che noi contiamo di dimostrare la nostra estraneità ai fatti, cosa stiamo già facendo, abbiamo infatti già ottenuto un importante risultato che per ora non posso rivelare. L’indagine è ancora in corso e le accuse non sono vere», dice l’avvocata che rappresenta l’azienda. A questo proposito, la Finanza sottolinea in una nota che le attività investigative nei confronti della ditta e coordinate dalla Procura sono state concluse nei giorni scorsi. Il comportamento della ditta contestato per le fiamme gialle avrebbe comportato anche «una alterazione della concorrenza di mercato consentendo alla società italiana di praticare migliori tariffe rispetto ad altri operatori del settore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google