Gioco
«Dov’erano i precedenti revisori dei conti?»
Il Fials difende l’operato degli uffici comunali: accertare se i vecchi crediti già allora fossero non esigibili
LIVORNO. «Dov’erano i precedenti sindaci revisori e cosa "revisionavano" quando negli anni scorsi (e forse anche in quello in corso e nei futuri) l'amministrazione comunale metteva a bilancio cifre enormi imputate a crediti da morosità (di dubbia esigibilità, si dice oggi) con cui comporre i bilanci?». E’ la domanda che Riccardo Saller, del sindacato Fials Csa, pone dopo l’articolo del Tirreno in cui si raccontavano le parole di Paolo Canozzi, sindaco revisore del Comune, che ha sostenuto come "l'apparato comunale che si occupa del recupero delle morosità registra ad oggi dei risultati scadenti".
«Davanti ad un’affermazione del genere, molti sarebbero indotti a trarre conclusioni improprie, ingiuste, e luoghi comuni di brunettiana memoria. Ma non è così - sostiene Saller -. Davanti alle virgolette di Canozzi ci sarebbe da farsi alcune domande. Beninteso, "in valore assoluto", sarebbe una osservazione corretta, ma sarebbe altrettanto legittimo domandarsi dov’erano i sindaci revisori fino all’anno scorso. Dalla lettura di un non addetto ai lavori sembrerebbe che l'ufficio preposto, il Cur, non sia all'altezza del compito assegnato e che non ci siano professionalità "capaci" di garantirne una proficua operatività. In piccolissima parte - continua Saller -, potrà anche essere vero, ma solo nella misura in cui detto ufficio non è stato dotato ancora a pieno delle risorse necessarie, umane e strumentali: mezzi di indagine, di accertamento, di coattività».
Secondo il Fials «sono da apprezzare, e non poco, i risultati raggiunti con le modeste risorse professionali ed operative a disposizione degli uffici comunali preposti. Chi vuole può richiedere le cifre, sono pubbliche - sostiene Saller - Al momento, le somme già introitate a titolo definitivo sono oltre il doppio di quelle che annualmente venivano versate da Equitalia al Comune negli anni precedenti. E siamo in start-up».
Ma il vero problema secondo il sindacato è un altro: «Siamo sicuri che quei crediti oggi reputati non esigibili, lo fossero all'epoca di quando furono messi a bilancio? Non vorremo che tutto ciò sia il viatico per esternalizzare il servizio, a vantaggio della "fortunata" stazione appaltante di turno e mettere una pietra tombale sugli eventuali errori da più parte compiuti e ridare tutto all'esterno».
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