Sicurezza
Cambini dal Nepal: «È dura, ma sto bene»
L’imprenditore in vacanza sull’Everest è scampato al sisma: ancora incertezza sul rientro in Italia
LIVORNO. «Non so fino a quando dovrò stare qua in Nepal, non ci dicono niente e non c’è nulla di certo riguardo il rientro. Qui è dura, ma io sto bene... ».
Le comunicazioni sono brevi e la linea cade in continuazione. Ma ai suoi cari basta sentire la voce di Enrico Cambini per sentirsi sollevati. L’imprenditore, 50 anni, è ancora bloccato a Pheriche, villaggio a oltre quattromila metri, sull’Everest, uno dei punti cruciali in cui sono stati organizzati i soccorsi per i feriti e l’accoglienza per le vittime del terribile terremoto che sabato scorso ha colpito il Nepal.
Cambini era partito a metà aprile per un viaggio di piacere a base di avventura e natura ad alta quota. Il cinquantenne, sposato senza figli, titolare di una società di forniture di materiale medicale del gruppo Blumed, è un grande appassionato di trekking. Per uno come lui, la scalata del tetto del mondo rappresenta la vera meta. E così, “armato” di telefono satellitare e di tanto entusiasmo, è partito alla volta del Nepal. Mai avrebbe immaginato di ritrovarsi immerso in una tragedia così grande.
L’ansia dei suoi familiari è salita alle stelle quando sabato mattina si è diffusa la notizia del sisma, che ha fatto quasi 3mila vittime. Nel campo base, non lontano dal villaggio dove si trova Cambini, è crollato un costone di 100 metri di montagna e ci sono stati morti e feriti. Quel campo base rappresenta la tappa successiva rispetto al paese dove ora si trova lo scalatore. «Sono stato fortunato - ha detto lui ai suoi cari - anche perché sto in una casa di legno. Intorno a me, quelle di cemento sono crollate».
Le telefonate con i familiari, moglie, fratello maggiore e genitori, sono sempre molto rapide: «Noi gli telefoniamo in continuazione, ma prendere la linea è un terno al lotto - dice il fratello Giorgio Cambini - Non è facile accettare tutto questo per noi che siamo qui, e incollati al televisore e al sito internet delle “Mountain guides”, l’organizzazione con Enrico è partito. Comunque, la nostra priorità è sentirlo, anche solo per pochi secondi, per sentirgli dire che sta bene. Ora la nostra attenzione e la sua sono tutte sul rientro. Non si sa ancora nulla: la situazione in Nepal è difficile, i voli sono utilizzati per il trasporto cibo e aiuti. Lui dice che per magiare non ci sono problemi. Speriamo tanto che possa tornare prima possibile».
Lara Loreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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