Gioco
Bacci: Livorno snobba il bando per comprare gli alloggi invenduti
Il leader Pd accusa: a Empoli con i soldi dalla Regione acquisteranno abitazioni dai privati per farne case popolari
LIVORNO. Da un lato, tante case che restano vuote: «decine di imprese edili e privati» costrette a fare i conti con «la mancanza di liquidità e un enorme patrimonio immobiliare invenduto» per colpa della «crisi economica che ha praticamente bloccato il mercato». Dall'altro, tante famiglie che si ritrovano senza un tetto sopra la testa: siamo stabilmente fra le città italiane dove più alta è la frequenza degli sfratti in rapporto al numero di abitanti.
È da qui che parte Lorenzo Bacci, sindaco di Colle e segretario territoriale Pd, per andare all'attacco dell'amministrazione livornese M5S sulla propria pagina Facebook: anche perché, a suo avviso, la soluzione ci sarebbe ed è nel provvedimento con cui la Regione Toscana «ha promosso un'operazione da 25 milioni di euro per rilevare parte di questi immobili e trasformarli in case popolari» con «contributo 100% Regione». Con una sola mossa si dà un doppio sostegno: «sia a chi una casa non ha sia al mondo produttivo sfiancato dalla crisi».
Bacci rileva che ai Comuni, «attraverso le proprie società di gestione del patrimonio immobiliare (nel caso del territorio livornese, Casalp)» spetta «solo il compito di redigere un bando per individuare gli immobili attraverso manifestazioni di interesse da parte di privati». Risultato: a Empoli l'hanno fatto, a Livorno no.
Secondo il leader Pd è tutta colpa del fatto che la priorità per il Comune di Livorno «in questo primo anno di mandato» è stata per Casalp «soprattutto, come in altri casi (vedi Aamps, Ctt) quello di fare - come nelle peggiori tradizioni - da sfogo per piazzare donne e uomini di filiera politica affine». Bacci punta il dito contro il fatto che si sono snobbate «le proposte che potevamo avanzare da Collesalvetti perché si correva il "rischio" che tra essi fossero presenti tesserati Pd». È per questo che il Comune di Colle «non ha potuto contribuire in alcun modo, restando estromesso dagli organismi della governance di Casalp, mentre sono stati messi dentro tesserati 5stelle o politici di lungo corso che hanno tirato la volata all'attuale maggioranza livornese».
Via social parte l'accusa di Bacci: c'è una opportunità «a costo zero», le soluzioni sono «a portata di mano, eppure tutto resta fermo». E aggiunge: «Forse politicamente è più comodo rimanere immobili e dire che la colpa è degli altri, di chi c'era prima a Livorno, di chi governa ora la Regione o il governo?». Nel frattempo, a Empoli sono arrivate in tutto 28 offerte da coop di costruzione, imprese edili, semplici cittadini «disponibili a vendere complessivamente centinaia di case».
E se l'ex assessore Alfio Baldi sbotta («qui vige la regola: si occupano, strutture pubbliche, così nessuno ti manda via e prima o poi per uscire, una casa pubblica si ottiene, magari al di fuori delle regole»), la replica di Daniele Rossi, consigliere M5S a Colle è prima di tutto una frecciata: «Disse quello che piazza i tesserati Pd pure come presidenti nei consigli di frazione». Poi nel merito, a titolo personale dice di apprezzare l’idea ma dice a Bacci che avrebbe potuto parlarci «anche tramite noi se necessario» («non è che forse il problema sta nel fatto che questa amministrazione sia in difficoltà a parlare con chi non abbia una tessera Pd?»). E comunque è sbagliato farne «una guerra Pd- 5 Stelle» («risulti ipocrita, e non aiuti il paese che amministri»).
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