Il Tirreno

Livorno

Rivoluzione a scuola: un piano per unire medie ed elementari

Il provveditorato agli studi di Livorno
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Il provveditorato agli studi di Livorno

Livorno, Amato (Fi): «Stop agli accorpamenti, prof e Ata a rischio». E intanto Livorno perde la sede del provveditorato

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LIVORNO. Nell’anno in cui Livorno perderà il provveditore agli studi e sarà guidata probabilmente da Pisa, una rivoluzione potrebbe piovere sulle scuole cittadine. Se n’è parlato nella commissione cultura di giovedì scorso. Con l’ex provveditore Elisa Amato, ora capogruppo di Forza Italia, che ha informato i consiglieri di una serie di novità in arrivo sull’istruzione livornese, a partire da un piano di accorpamento tra le scuole cittadine.

Il provveditorato va a Pisa. La prima novità è proprio il trasferimento della sede del provveditorato da Livorno a Pisa. Per adesso è stato trasferito il provveditore Luigi Sebastiani, che ha vinto il bando per gli unici due capoluoghi (oltre a Firenze) in cui sono state previste le sedi dei provveditorati: Pisa e Lucca. Sebastiani andrà nella città della torre e probabilmente diventerà reggente di Livorno. Si tratta di un’inversione di ruoli: in passato infatti è accaduto il contrario, proprio con la Amato, che da via Marradi guidava sia la scuola pisana che quella grossetana.

«Pisa è stata riconosciuta dal ministero un livello gerarchico superiore - ha detto Amato -. Ora Livorno, che rimane senza un titolare, si aspetta di vedere a chi verrà aggregata. Ci daranno un reggente. Il che significa chiaramente un declassamento della nostra provincia, perché ci troveremo senza una guida attenta, che tutti i giorni possa seguire un territorio problematico, che si estende molto in lunghezza, che ha questioni difficili a partire dall’Elba. All’ufficio scolastico provinciale abbiamo tanti funzionari in gamba, ma senza una persona che si assuma le proprie responsabilità, non sarà facile andare avanti da soli». Amato ha chiesto alla vicesindaco Stella Sorgente di farsi carico col presidente della Provincia Franchi di fare pressione sulla direzione scolastica regionale per assegnare assegnare un dirigente titolare anche a Livorno.

Operazione istituti comprensivi. Ma c’è un altro tema che bolle in pentola: è il progetto del vicesindaco Sorgente di procedere alla creazione di nove istituti comprensivi. Di che cosa si tratta? Di un accorpamento di scuole - come a Livorno è già accaduto per esempio per le medie Borsi e la direzione didattica Benci - che unisca medie, elementari e infanzia in un unico istituto formato da mille, 1200 alunni. La città di Livorno arriva ultima a questo processo, che nel resto della provincia e in Toscana è già stato realizzato. Saranno nove gli istituti comprensivi che comporteranno la scomparsa dell’organizzazione scolastica così come la conosciamo oggi. «C’aveva già provato l’ex assessore Roncaglia ma i sindacati e qualche dirigente scolastico l’avevano stoppata - ha ricordato Elisa Amato -. Ora Stella Sorgente sembra intenzionata ad andare avanti».

Il progetto rientra nel piano della razionalizzazione della scuola, che dovrà essere deliberato entro dicembre dalla Regione. Ma il Comune lo sta già scrivendo, visto che poi dovrà essere proposto alla Provincia che entro settembre dovrà inviarlo a Firenze.

Cosa cambierà per gli studenti? «Dal punto di vista didattico sarebbe anche un processo positivo, visto che si darebbe continuità al percorso scolastico», sottolinea Amato. Il problema però riguarda insegnanti, personale Ata e presidi. A decine rischieranno di perdere la cattedra. «Sarebbe un’ieda giusta se sulla testa della scuola non pendesse la spada di Damocle del disegno di legge di Renzi sulla buona scuola, che bypassa il contratto sulla mobilità senza dare alcuna garanzia al personale», continua l’ex provveditore. Il problema secondo Amato è il destino del personale: «Oggi in caso di creazione di istituti comprensivi è prevista la tutela del personale - ha detto l’ex provveditore -. Si considera la titolarità scuola, i vari punteggi e il personale è tutelato al massimo. Con il disegno di legge Renzi invece non è chiaro cosa succederà al personale, l’idea di una titolarità territoriale anziché per scuola lascia aperte ipotesi preoccupanti. E’ per questo che chiedo di soprassedere, di fare una pausa di riflessione fino a quando il disegno di legge non sarà definitivo».

Giulio Corsi

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di Redazione web