Il Tirreno

Livorno

Commercio e outlet: quel sogno di imitare l’esempio di Barberino

Elisabetta Arrighi
Commercio e outlet: quel sogno di imitare l’esempio di Barberino

Il successo viene garantito dalla presenza delle infrastrutture per facilitare l’arrivo dei turisti. Ma fra Costa Etrusca e Maremma le condizioni non sono ottimali

5 MINUTI DI LETTURA





 Digitando sulla tastiera del pc o del tablet il nome Chapman Taylor, comparirà sullo schermo il sito di uno dei più importanti studi di architettura a livello mondiale. Uno di quelli che redigono i progetti chiavi in mano, come quello del Mall of Qatar (che dovrebbe essere pronto entro la fine di quest’anno) la cui ricostruzione virtuale campeggia sul sito a tutta pagina, colorata, immensa e lussuosa come vogliono i ricchi finanziatori arabi capaci investire miliardi di dollari per avere il mall più bello e più griffato. Proprio Chapman Taylor, verso la fine degli anni Novanta, mise la firma insieme al francese Campenon Bernard Sge, su un progetto preliminare di un grande mall - un factory outlet center - da realizzare all’interno del porto di Livorno, insieme ad un hotel a cinque stelle che sarebbe nato dalla completa ristrutturazione di un vecchio silo dei grani. È rimasto tutto lettera morta, l’idea dell’outlet non è stata sviluppata e in porto, nel comparto crocieristico e passeggeri, alla fine si è trasferito solo il vecchio e storico mercatino americano che prima stava in centro, in piazza XX Settembre.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.11310051:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2015/04/26/news/un-outlet-al-posto-della-centrale-enel-di-piombino-1.11310051]]

Gli studi preliminari. Eppure per arrivare a quella bozza di progetto - già allora si parlava di cittadelle dello shopping super scontato, come Serravalle, inaugurata nel 2001 (è ancora il più grande outlet d’Europa) - si erano fatti tanti di quegli studi sui flussi di traffico da far girare la testa quanto a numeri e statistiche. Perché per aprire un outlet contavano allora e contano ancora, almeno quattro cose: una direttrice di traffico veicolare importante, meglio se un’autostrada; spazi a disposizione molto ampi (da 15/20mila metri quadrati in su); attorno un territorio che da solo è capace di generare un importante bacino di clienti, e la vicinanza con una città o luoghi che attirano ogni anno milioni di turisti. Livorno non aveva tutti questi “ingredienti”, ma pensando - allora - ad uno sviluppo passeggeri esponenziale (si sono raggiunti quasi tre milioni di passeggeri nel 2012) poteva essere un’idea, peraltro caldeggiata senza successo dalla Port Authority e con l’opposizione dei commercianti livornesi.

Il caso di Barberino. Con il passare degli anni ci si è poi resi conto che quelle quattro cosette da tenere presenti, ovvero le infrastrutture, prima di fare una croce sulla carta geografica, non sono chiacchiere, ma sono veramente basilari. Prendiamo Barberino di Mugello, dove si trova uno degli outlet del McArthurGlen Group. Ha aperto nel 2006 dopo poco più di un anno di lavori: tutto prefabbricato, assomiglia ad una cittadella dove si fondono stili architettonici tipici della Toscana, dalla casa colonica al castello. Ai 21mila metri quadrati iniziali un paio di anni fa se ne sono aggiunti altri 5.500 e oggi conta oltre 130 negozi, fra grandi firme (come Prada e Dolce & Gabbana) e firme stile moda-pronta. Ma gli elementi vincenti, per Barberino, sono tre: si trova proprio sotto la rampa di uscita del casello sull’Autosole; è a 30 chilometri da Firenze e 80 da Bologna; e i turisti arrivano a milioni, specialmente da Firenze, grazie anche al servizio navetta garantito tutti i giorni. Fra Barberino, Serravalle e gli altri tre outlet del gruppo McArthurGlen in Italia (La Reggia, fra Napoli e Caserta, Castel Romano e Noventa di Piave), le ultime statistiche parlano di 18,5 milioni visitatori in un anno. E uno studio commissionato nel 2014 all’Irpet, Barberino ha attivato in Mugello, fra diretto e indiretto, un Pil pari a 45,5 milioni di euro, e circa mille posti di lavoro.

Il lusso stile The Mall. La stessa cosa accade per The Mall, in quel di Reggello, uscita Incisa dell’Autosole: nato intorno ad una piccola fabbrica di pelletteria dell’universo Gucci, oggi è un concentrato del lusso a cinque stelle. Un continuo work in progress di nuovi capannoni e aperture di boutique con i super sconti. Qui c’è l’assalto continuo di giapponesi (ma un po’ meno di tre-quattro anni fa) e soprattutto cinesi che secondo i dati di Global Blue (leader nel settore del rimborso Iva ai turisti extra Ue) sono cresciuti esponenzialmente con una media scontrino di circa 700 euro. Basta poi percorrere qualche altro chilometro verso sud, per trovare il terzo polo outlet della Toscana, quello del Valdichiana Village, vicino ad Arezzo, il lago Trasimeno e Siena.

Fra Costa Etrusca e Maremma. E Piombino? L’autostrada, da queste parti, è lontana. E se mai la Variante Aurelia lo diventerà, per arrivare a Tor del Sale bisogna macinare ancora un po’ di chilometri. In mezzo al nulla, nel senso che qui non ci sono grandi città e i flussi di passeggeri per l’Elba, da Piombino, non sono certo i clienti su cui contare. Perché all’outlet non ci si ferma prima di prendere il traghetto e al ritorno c’è solo voglia di tornare a casa. All’outlet ci si va solo se si decide di passare un pomeriggio diverso e per fare veramente shopping. Certo, gli outlet generano posti di lavoro (anche se spesso precari, con contratti a termine e part time), che però si mantengono se girano nel verso giusto. Ma lungo la Costa Est che si affaccia sul golfo di Follonica quanti clienti per l’outlet potrebbero arrivare nelle brevi giornate d’inverno?

«Ma dite sul serio? - chiede stupito un esponente del WWF - Un outlet di lusso a Tor del Sale? Ma qui c’è l’Oasi di Orti-Bottagone, siamo in un’area naturalistica. A chi è venuta in mente l’idea di far arrivare i pullman dei turisti? Ma che pensino a bonificare l’area e non a speculazioni. Perché scusate, a me questa storia dell’outlet non convince proprio. Qui qualcuno non la racconta giusta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web