Gioco
Polpette avvelenate, i casi sono in aumento
La veterinaria: «La metaldeide è una sostanza che uccide persone e animali, In caso di ingerimento bisogna intervenire subito per poter salvare i cani»
LIVORNO. Utilizzano la metaldeide, potente lumachicida, ma anche la stricnina, veleno per topi e addirittura polpette con i chiodi. Esche posizionate nei prati e nei parchi, camuffate da polpette gustose per animali. In realtà sono preparati mortali non solo per i cani, ma anche per gli uomini, soprattutto i bambini, più vulnerabili e facilmente attratti da oggetti curiosi. Il fenomeno è in aumento, e desta preoccupazione nei proprietari dei cani e anche nei veterinari del servizio dell’Asl 6, che seguono questi casi in maniera diretta, grazie alle segnalazioni della gente. Negli ultimi anni in città ci sono stati numerosi decessi di animali e ritrovamenti di esche analizzate e risultate positive ai veleni. Lo sottolinea Sandra Nannipieri, veterinaria che lavora nella sede dell’Asl di via Borgo San Jacopo, l’ufficio che ha gestito il caso della polpetta avvelenata trovata giovedì sera in via Filzi. Il campione, preso dalla proprietaria di un cane, a passeggio nel prato di Shangai, scampato al pericolo, è stato analizzato dall’istituto di zooprofilassi di Pisa. I risultati hanno evidenziato che l’esca conteneva metaldeide, la sostanza usata per uccidere le lumache in caso di invasione nei campi.
Lo spiega la dottoressa Nannipieri: «Si tratta di una sostanza mortale. E la cosa più preoccupante è che si presenta sotto una forma piacevole sia alla vista sia al gusto, cosa che aumenta il rischio. La metaldeide è fatta di pallini blu che sembrano quasi delle decorazioni per torte. Una polpetta esca è pericolosissima sia per i cani sia per i bimbi, soprattutto per i più piccoli, che non si rendono ancora conto che le cose che si trovano per terra non vanno prese».
Purtroppo, come spiega l’esperta, in caso di ingerimento, quando si presentano i sintomi, è già troppo tardi. Le conseguenza sono di natura neurologica e molto violente: spasmi muscolari, contrazioni, convulsioni, tachicardia problemi respiratori e così via. E allora, cosa fare in caso di contatto con le temute polpette? «Bisogna lavorare sulla prevenzione - dice Nannipieri - erciò diventa fondamentale non perdere mai d’occhio i propri animali quando si va a fare due passi. Anche nel momento in cui viene tolto il collare per la sgambatura, è necessario comunque star loro dietro per assicurarsi che non mettano in bocca nulla. E nel caso in cui mangino qualcosa di strano, l’intervento deve essere immediato: non affidarsi mai al fai da te, ma andare da un medico che possa sottoporre il cane a delle analisi immediate: solo così si può sperare di salvarlo. Ovviamente questo vale a maggior ragione per i bambini».
Del resto, reperire la metaldeide o altre sostanze chimiche del genere è molto facile. Basta andare in un negozio di materiali agrari e chiedere un veleno per lumache (o anche per topi): non essendo un farmaco, non occorre nessuna ricetta particolare. Una cosa è certa: chi fa un gesto del genere deve avere un’intenzione ben precisa perché costruire un’esca è un’operazione elaborata. Comprare la sostanza, sminuzzarla e poi inserirla in un preparato di pane o cose del genere non è certo immediato. «È evidente - riflette l’esperta - che dietro un comportamento del genere c’è un’intenzione precisa di fare del male agli animali: il gesto è mirato». Per fortuna in città c’è molta attenzione al fenomeno: «La gente è sensibile a questi casi - dice Nannipieri - ci chiama spesso e ci porta anche i campioni, come è successo nel caso di via Filzi».
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