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Mancano 44 milioni di tasse: uffici comunali incapaci di recuperare i crediti
Livorno, i sindaci revisori: «Contro la morosità risultati scadenti, la riscossione coattiva va potenziata»
LIVORNO. «L'apparato comunale che si occupa del recupero delle morosità registra ad oggi risultati scadenti». A lanciare l'allarme in commissione consiliare è stato il presidente del collegio dei sindaci revisori del Comune, Paolo Canozzi, nel corso del dibattito sul rendiconto di gestione 2014. I crediti di dubbia esigibilità, cioé soldi che il Comune non dà per persi ma quasi ((la cui possibilità di riscossione è dunque considerata a forte rischio), ammontano infatti a oltre 44 milioni di euro. E’ questa l’enorme cifra accumulata al 31 dicembre 2014 : segno che tanti livornesi non hanno pagato i tributi o le multe ma anche che gli uffici destinati a recuperare i mancati pagamenti non hanno funzionato granché. Un trend preoccupante che viene da lontano, dalle amministrazioni Pd, e che ora la giunta a 5 Stelle vuol provare a invertire con una riorganizzazione degli uffici.
Decine di milioni a rischio. Per capire quanto i crediti di dubbia esigibilità influiscano in negativo sulle casse comunali occorre partire dal rendiconto di gestione 2014, chiuso con un avanzo di amministrazione di 50,2 milioni. Il Comune è stato costretto a vincolarne la metà (24 milioni e 992mila euro) a "Fondo crediti di dubbia esigibilità", per coprire almeno una parte della morosità che rischia di non essere recuperata. In totale i crediti di dubbia esigibilità a fine 2014 ammontavano a 44 milioni e 291mila euro: 6 milioni e 971mila euro per evasione fiscale, 15 milioni e 280mila euro per mancato pagamento della tassa sui rifiuti (somma relativa solo al 2013 e 2014), addirittura 15 milioni e 336mila euro per multe non pagate. Completano il conto le rette scolastiche (4,2 milioni), le rette Rsa (1,9 milioni) e il canone dell'ippodromo (516mila euro).
Fondi accantonati. Un indizio sulle possibilità di recuperare o meno le somme non riscosse arriva dalla percentuale del fondo accantonato per ogni capitolo, calcolato in base ai risultati degli ultimi 5 anni. Per le rette Rsa, ad esempio, sono stati accantonati 557mila euro, cioè il 28% del totale, quindi c'è speranza di poter riscuotere buona parte del credito. Discorso diverso per l'evasione fiscale: l'accantonamento è di 4,2 milioni, cioè il 60% del totale da recuperare. Per la tassa sui rifiuti il Comune ha vincolato 7,4 milioni, pari al 48%. Situazione critica per le sanzioni al codice della strada: accantonati oltre 10 milioni (69%, oltre due terzi dei 15 milioni mancanti). Segno di come si ritenga quasi impossibile riscuotere gran parte delle multe non pagate.
Le reazioni a Palazzo civico. Per Canozzi è necessario «potenziare gli uffici che si occupano della riscossione coattiva dei tributi, altrimenti l'ingente apparato impegnato dall'amministrazione per le operazioni di accertamento darà sempre risultati scadenti e percentuali di recupero bassissime». Un esempio? Nel 2014 sono stati eseguiti accertamenti per quasi 8 milioni di multe non pagate, a fronte di una riscossione di appena 951mila euro (pari al 12%). Il dirigente Nicola Falleni ammette che «occorre un assestamento dopo che, con il passaggio delle funzioni da Equitalia, il Comune si è dotato del nuovo centro per la riscossione coattiva». L'assessore Gianni Lemmetti assicura che «non esistono crediti che non andremo a recuperare, solo stiamo disponendo strumenti diversi per tipologia di soggetti". Il riferimento è alle possibilità di rateazioni per i piccoli morosi e alla volontà di aggredire in modo più deciso i grandi debitori».
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