Il Tirreno

Livorno

«Piscine, crisi voluta per sbarazzarsi di noi»

di Giorgio Carlini

Officina dello Sport, ascoltati in commissione quattro dei sei lavoratori licenziati Durissimo atto d’accusa contro la gestione, il Pd non era presente ai lavori

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LIVORNO. «La convenzione deve essere rispettata: le scelte sbagliate del gestore non ricadano sui lavoratori». Poi: «A noi sembra una crisi voluta: un piano per eliminare i vecchi dipendenti a fronte di nuove assunzioni». E ancora: «Il servizio è peggiorato: lo dimostrano i comitati nati per protestare contro i problemi riscontrati dall'utenza». La terza commissione consiliare di Palazzo Civico ha ascoltato ieri le dure considerazioni di Mario Savino, Marco Becherucci, Giorgio Brini e Luca Salvato, quattro dei sei dipendenti di Officina dello Sport – la società delle piscine – ad aver ricevuto la lettera di licenziamento. La platea ha registrato però l'assenza del Pd.

La testa sotto la sabbia. L'analisi dei dipendenti parte dalla gestione della Livorno Sport: «I bilanci - ricorda Savino - si chiudevano sempre con problemi. Questo perché tutti gli anni diverse società sportive contraevano debiti, però a settembre si riaprivano i cancelli alle stesse persone». Per Savino «si metteva la testa sotto la sabbia». Aggiunge poi che «abbiamo anche finanziato una squadra di pallacanestro: diciamo che all'epoca i proventi facevano giri particolari».

Le scelte di Officina. Duro il giudizio sull'operato di Officina dello Sport. «Parlano di crisi – continua Savino – per coprire palesi scelte sbagliate, come le numerose assunzioni disposte dai presidenti e vice presidenti che si sono succeduti. Il grande problema di Livorno Sport era avere 19 dipendenti, ma nei primi anni di gestione di Officina dello Sport c'erano oltre 30 persone in organico». Dito puntato anche contro gli investimenti sbagliati, come il cogeneratore a olio di colza, un impianto che «già nel 2011 veniva sconsigliato perché aveva costi superiori ai possibili risparmi», e contro modalità e ritardi nei lavori di ristrutturazione, che hanno causato «una netta diminuzione dell'utenza a inizio stagione».

I licenziamenti. «Officina dello Sport - prosegue Savino - ci ha privato delle nostre mansioni, ideando altre figure professionali. Ciò nonostante, ben prima del licenziamento, noi ci siamo detti anche disposti a ridurci orario e retribuzione». Tiene a precisare: «Non tutti, ma solo i dipendenti più anziani. I neo assunti no: forse si sentivano con le spalle coperte».

Sul rifiuto della proposta di Roberto Fedeli, numero uno di Officina dello Sport, sullo svolgere compiti di pulizia, i lavoratori spiegano di aver chiesto di «conoscere l'organizzazione del servizio, ma ci è stato detto che prima dovevamo firmare».

Sui dati dell'assenteismo, sottolineano che «nel calderone sono state inserite anche le maternità di neo assunte e aspettative varie». E ancora: «Noi quattro - accusa Savino - siamo a casa, mentre c'è chi lavora nonostante la lettera di licenziamento».

«Chiedete a Fedeli - interviene Becherucci - qual è il costo dei nuovi primi livelli, e se è paragonabile al nostro. Il gestore - aggiunge - fa fronte ai licenziamenti con due consulenti esterni pagati profumatamente, con due bagnini assunti a inizio stagione e con soluzioni che creano evidenti disagi all'utenza».

Lavori e disservizi. Tra i vari inconvenienti elencati dai dipendenti c'è «la riduzione degli spazi del nuoto libero per dimostrare che non c'è bisogno di così tanti assistenti bagnanti».

In merito ai lavori, invece, Savino e Becherucci affermano che «nonostante l'allegato al bando di gara con il preciso programma di interventi da svolgere, la priorità è stata data alla ristrutturazione degli uffici di presidenti e vice presidenti, così gli impianti non sono stati manutenuti come previsto dal bando, e i lavori da qualche migliaio di euro sono diventati lavori da decine di migliaia di euro».

«Il ponte mobile - aggiunge infine Becherucci - è uno degli interventi con cui Officina dello Sport ha vinto la gara, ma poi l'ha fatto fare all'amministrazione, come stipulato da alcune delibere e atti firmati dai dirigenti comunali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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