Gioco
Slitta di nuovo il trasloco del deposito degli autobus
Il Ctt reputa eccessivo l’affitto di 654.121 euro annui richiesto dal Comune Chiesta una controperizia, poi serviranno mesi per le gare per ponti e telefoni
LIVORNO. La storia infinita del deposito degli autobus è destinata a durare ancora a lungo, almeno fino a dopo l’estate. Nonostante l’ultimatum del sindaco Nogarin annunciato durante il consiglio comunale di giovedì scorso, ci vorranno ancora mesi perché i pullman del Ctt possano lasciare il lungomare e trasferirsi nella nuova struttura di Salviano. E’ l’ennesima puntata di una telenovela che va avanti da 30 anni.
Serviranno ancora mesi, dicevamo, e diverse questioni da risolvere, su tutte il costo dell’affitto. Perché se il Comune ha fissato il prezzo al centesimo in 654.121,07 euro annui più Iva (23mila euro in più rispetto all’attuale canone), il Ctt ha intenzione di ridiscutere la cifra e abbatterla. L’aveva già detto il direttore tecnico dell’azienda Gianluca Venturi tre mesi fa al Tirreno: «Sono troppi». E ora lo stesso Venturi ribadisce la posizione del Ctt: «Il Comune ha fatto la sua perizia, ora noi ne faremo una nostra. D’altra parte siamo soggetti alla Corte dei Conti anche noi e dobbiamo calibrare bene ogni spesa. Una cosa è certa: quanto richiesto dall’amministrazione comunale continua a sembrarci troppo».
Guerra di perizie. «Il canone d’affitto - ha spiegato tre mesi fa in una nota dettagliata l’amministrazione comunale - è stato fissato nel rispetto delle indicazioni regionali, mediante relazione tecnica di stima utilizzando anche i parametri rilevabili dalla banca dati delle quotazioni immobiliari dell'Agenzia delle Entrate». Ma il Ctt replica sottolineando la necessità di una controperizia. «Se il nostro esperto confermerà la nostra idea che i 654.121euro più Iva sono troppi, sarà necessario confrontarci e cercare un accordo - dice Venturi -. E se non lo troveremo servirà una perizia da parte terza che chiuda la questione».
Impianto lavaggio da 400mila euro. Venturi spiega anche perché la cifra richiesta dal Comune è ad avviso del Ctt troppo alta: l’impianto lavaggio è stato valutato 400mila euro, l’unica colonnina di rifornimento del gasolio 600mila euro. «Si tratta di due esempi che vanno a comporre il valore dell’immobile e di conseguenza il prezzo dell’affitto - spiega il direttore tecnico di Ctt -. E in entrambi i casi le cifre non ci sembrano consone».
Parcheggio e rifornimento non riguardano il Comune. Risolta la diatriba sul canone, ci saranno poi da sistemare una serie di problematiche tecniche fondamentali per il funzionamento del deposito, ma sulle quali il dialogo tra amministrazione e Ctt non sembra particolarmente amichevole. «Abbiamo evidenziato al Comune che la presenza di una sola colonnina di rifornimento, in caso di rottura, lascerebbe l’intero deposito senza gasolio - racconta Venturi -. Sapete qual è stata la risposta? Che non è un problema dell’amministrazione».
Una risposta simile, dice Venturi, è stata data sulla problematica del parcheggio degli autisti. Il Ctt aveva sottolineato la necessità di asfaltare un’area sterrata all’interno della nuova struttura. «I nostri autisti entrano alle sei di mattina e l’unico posto in cui oggi potrebbero lasciare l’auto è il parcheggio del distretto sanitario dell’Asl che rischierebbe di essere occupato da noi e creare problemi agli utenti dell’Asl - dice Venturi -. Ci siamo offerti di fare i lavori, stimati in 12mila euro, chiedendoli a sconto sull’affitto. Sarebbe stato conveniente per il Comune visto che l’opera sarebbe rimasta di loro proprietà, ma anche in questo caso il sindaco ha risposto che è un falso problema, perché sarà realizzato un grande parcheggio pubblico in zona».
Officine costruite senza le fosse per le riparazioni. Il nuovo deposito è stato pensato senza le fosse di lavoro grazie alle quali oggi in via Meyer (come in molte altre officine) è possibile effettuare le riparazioni sotto i bus. Al loro posto saranno acquistati 4 ponti sollevatori. Ma mancano anche gli arredi degli uffici, gli aspiratori dei fumi, le linee vita (quelle corde tese a cui vengono agganciati gli operai che lavorano sopra i bus). «Molte di queste spese sono sotto la soglia dei 40mila euro, dunque possono essere fatte con procedure più semplici, ma richiedono comunque dei tempi ben precisi», spiega Venturi.
4 mesi per avere il telefono. «Se domattina facessimo la gara per il banco prova dei freni, servirebbero tre mesi per espletarla, tra redigere il bando, pubblicarlo, ricevere le offerte, valutarle, aspettare il tempo per i ricorsi», aggiunge Venturi. Ancora di più, secondo il direttore tecnico del Ctt, ci vorrà per avere le linee telefoniche: «Se chiedessimo il cablaggio domattina, la ditta avrebbe 120 giorni di tempo per intervenire. Non è una questione di cattiva volontà, da parte nostra c’è la massima disponibilità a velocizzare il trasferimento, ma la tempistica normale per gli enti pubblici è questa. Sapete quanto passa da quando si decide di acquistare un autobus a quando riusciamo a metterlo in linea? Un anno. Sembra tanto, ma è così».
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