Il Tirreno

Livorno

L’aspetta sotto casa e tenta di rapinarla: preso

di Lara Loreti
L’aspetta sotto casa e tenta di rapinarla: preso

Lei grida e attira l’attenzione del padre che si lancia all’inseguimento del bandito I carabinieri rintracciano l’aggressore: è un profugo senegalese che sta in hotel

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LIVORNO. L’aspetta sotto casa e l’aggredisce alle spalle. La prende per un braccio e la minaccia più volte, tentando di rapinarla. Ma lei si divincola, grida con tutta la forza che ha in corpo e attira così l’attenzione dei suoi genitori e dei vicini. Scatta l’allarme ai carabinieri che, dopo una breve indagine, rintracciano l’aggressore, che viene riconosciuto dalla vittima. Nei suoi confronti scatta una denuncia per rapina.

È l’una e un quarto della notte fra lunedì e ieri quando la ragazza, una livornese di 20 anni che abita con i suoi, rincasa dopo una serata con gli amici. È sotto il portone, ha già tirato fuori la chiave quando avverte una presenza alle sue spalle. Non fa in tempo a girarsi che si sente prendere il braccio. Alle sue spalle c’è un giovane senegalese di 25 anni. La scuote con forza e le intima di dargli la borsa. La minaccia più volte, dicendole che le farà del male se non farà come dice lui. Lei, in preda al panico, neanche si rende bene conto della situazione: d’istinto comincia a gridare con tutta la voce che ha in gola. Chiama forte i nomi del padre e della madre, e poi comincia a pigiare all’impazzata i campanelli del suo condominio che per fortuna ha proprio lì, a tiro.

Così facendo la ragazza attira l’attenzione dei suoi e anche di altri vicini. Il primo a sentire le urla della figlia è il babbo, che quindi si precipita in strada, seguito da altri vicini. L’uomo, alla vista della figlia in difficoltà, si lancia all’inseguimento del giovane, che però comincia a correre, in direzione viale Carducci, facendo così perdere le sue tracce nell’oscurità.

Intanto sia in genitori della ragazza sia altri cittadini hanno chiamato i carabinieri, che sono giunti immediatamente sul posto con una gazzella del Nucleo operativo radiomobile. I militari ascoltano la testimonianza della vittima, che appare molto scossa, e anche quella di suo padre. Entrambi danno ai carabinieri una descrizione precisa del giovane, dell’aspetto e dei vestiti.

Gli investigatori raccolgono poi delle testimonianze importanti di persone presenti sul posto: mettono così insieme particolari che permettono loro di rintracciare il venticinquenne. Scoprono quindi che si tratta di un profugo senegalese, già conosciuto per episodi legati a reati contro il patrimonio, ospite di un hotel in piazza della Repubblica, arrivato qualche settimana fa e in attesa di risposta alla sua domanda di asilo politico.

I militari lo rintracciano proprio in albergo: lui indossa gli stessi vestiti descritti dalla vittima e dal padre. Avvisano quindi il pm di turno. Una volta portato in caserma in viale Fabbricotti e riconosciuto dalla ragazza, il giovane viene denunciato a piede libero per tentata rapina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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