Gioco
«Il migliore ambasciatore della livornesità»
«Con Elio Toaff se ne va uno dei giganti della nostra storia, uno dei figli più autorevoli della nostra Livorno». Parole del sindaco Filippo Nogarin, che rircorda come Toaff abbia «vissuto sulla sua...
«Con Elio Toaff se ne va uno dei giganti della nostra storia, uno dei figli più autorevoli della nostra Livorno». Parole del sindaco Filippo Nogarin, che rircorda come Toaff abbia «vissuto sulla sua pelle la follia delle leggi razziali e dell'ideologia nazifascista», abbia «rischiato la fucilazione» e abbia abbracciato «la causa partigiana testimoniando personalmente l'immane tragedia dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema». Nogarin vede nell'ex rabbino capo di Roma un «protagonista assoluto del dialogo interreligioso»: l'abbraccio in sinagoga con papa Wojtyla nel 1986 è stata «una pagina storica nata idealmente nella nostra città, con la forte amicizia che lo ha sempre legato al vescovo Ablondi e al presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi». È stato «ambasciatore nel mondo della livornesità con quell'accento e quello spirito labronico che conservava orgogliosamente»: del resto, - aggiunge - nel 2002 il Comune gli ha «tributato un doveroso omaggio con il conferimento della Livornina d'Oro». «La sua vita è stata per me, per tutti un dono», dice il sindaco, sottolineando che «il solo modo di per rendergli omaggio è continuare a praticare quello che lui ha cercato di insegnare nel corso di tutta la sua vita».
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